Come hanno affrontato il dopoguerra gli americani?

Come hanno affrontato il dopoguerra gli americani?
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Gli Stati Uniti dopo aver sganciato le bombe "Little Boy" e "Fat Man" rispettivamente su Hiroshima e Nagasaki, misero fine alla terribile seconda guerra mondiale. Nel momento in cui gli ordini nucleari erano stati utilizzati una volta, nessuno poteva prevedere che quella sarebbe stata anche l'ultima volta.

Fu per questo motivo che il governo americano iniziò ad adottare alcuni provvedimenti necessari alla tutela dei suoi cittadini.

Oggi la maggior parte di noi è a conoscenza del potere distruttivo delle bombe atomiche (cosi come ci spiega uno scienziato), dunque molti di questi provvedimenti potrebbero sembrarci inutili (visto che lo sono), d'altra parte dagli anni '50 ai '60 la possibilità che l'Unione Sovietica potesse lanciare un attacco atomico mandò tutti nel panico. La paura nacque a causa di un test: solo 4 anni dopo la fine della guerra, infatti, la Russia fece esplodere il suo primo ordigno nucleare in una zona del Kazakistan.

Venne introdotto il sistema del "Duck and Cover", quello che molti di noi hanno imparato a scuola durante le prove di evacuazione. Semplicemente, secondo Alex Wellerstein, uno storico impegnato principalmente nello studio della storia delle armi nucleari, dello Stevens Institutte of Technology, in California, non può salvarsi nessuno semplicemente nascondendosi sotto ad un banco ma può aiutarti se l'esplosione "invece che sulla testa, si trova in lontanza".

Nel '55, la FCDA (Amministrazione federale della difesa civile) incalzò le famiglie americane perché avessero costantemente a dispozione una scorta di sette giorni di cibo e acqua, in caso di emergenza, in modo da poterli portare con sé nei rifugi costruiti per la comunità, i quali solitamente si trovavano solo negli edifici municipali (al contrario di quelli per i governanti, scavati nei pendii).

Il presidente Jonh. F Kennedy usò oltre 200milioni di dollari per la costruzione di questi rifugi anti atomiche e incoraggiò, inoltre, gli americani a costruire rifugi privati. Vennero stimati, infatti, oltre 200mila rifugi alla fine del '65, il programma ebbe inizio nel 1961. Il governo introdusse circa mille 1.000 oggetti della "dispensa della nonna" da utilizzare in caso di emergenza nucleare (zuppa in scatola, bevande zuccherate, barrette e corn flakes).

Probabilmente, dopo l'enorme danno causato al Giappone, gli Stati Uniti si resero conto della gravità della faccenda e pensarono presto a evitare di fare i conti con la stessa catastrofe? Non è sicuro, comunque tutto può essere riassunto in una frase di Wellerstein: "In quel periodo gli Stati Uniti non erano gli unici a possedere le armi nucleari."

FONTE: history
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