Ecco come quest'alga è sopravvissuta all'asteroide che ha fatto estinguere i dinosauri

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Questa piccola alga di più di sessanta milioni di anni riuscì a sopravvivere all’impatto del famoso asteroide che estinse i dinosauri perché poteva scegliere cosa mangiare.

Quando 66 milioni di anni fa il famoso asteroide colpì la Terra fece calare un velo di fitta oscurità. Le polveri che si sono sollevate a seguito dell’impatto oscurarono il sole contribuendo, di fatto, all’estinzione dei dinosauri in quella che viene denominata Estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene. Anche le specie che vivevano nei mari non furono risparmiate da questo tragico destino e molte specie di alghe, che sono alla base della catena alimentare, si estinsero perché non potevano più trasformare i raggi del sole in energia chimica indispensabile per la loro sopravvivenza. Essendo le alghe alla base della catena alimentare, senza di esse l’intera piramide alimentare crollò.

Degli scienziati dell’Università di California hanno però studiato una particolare alga, chiamata Coccolithophores, che aveva una particolarità che le permise di sopravvivere durante le oscure giornate che seguirono l’impatto dell’asteroide, quella cioè di poter scegliere con quale metodo immagazzinare energia. Queste alghe unicellulari, infatti, possono scegliere di nutrirsi utilizzando l’energia del sole attraverso la fotosintesi oppure fagocitare altre alghe o piccoli batteri. Queste piccolissime alghe erano rivestite da una specie di corazza fatta di carbonato di calcio. Queste corazze sono tutto ciò che rimane di questi organismi e avevano una discontinuità dalla quale doveva fuoriuscire un flagello che permetteva all’alga di nuotare e spostarsi.

Come gli scienziati scrivono sulla rivista Science Advances, in assenza di luce queste alghe si nutrivano di altri organismi unicellulari riuscendo, così, a sopravvivere. Divennero così efficienti che quando ritornò la luce rimasero dominanti, in natura, per altri 1.5-2 milioni di anni fa. Il loro declino avvenne quando altre specie fotosintetiche occuparono nuovamente i flutti. Attraverso una simulazione al computer gli scienziati si sono chiesti come mai queste alghe rimasero dominanti per tanto tempo dopo il ritorno della luce, giungendo alla conclusione che la possibilità di “scegliere” come nutrirsi ha permesso ad esse di optare per una dieta composta da altri organismi unicellulari abbondanti.

Questi risultati, affermano gli scienziati, ci dicono che è stato il costante buio, piuttosto che la diminuzione della temperatura o l’acidificazione degli oceani, ad alterare e cambiare il gradino più basso della catena alimentare durante la grande estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene.

Credit immagine in basso: Paul Brown/University College London

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