I carnivori cambiano i loro "programmi" per non competere: in che modo?

I carnivori cambiano i loro 'programmi' per non competere: in che modo?
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Nel regno animale la coesistenza rappresenta l'interazione biologica tra specie diverse. In un dato areale, la compresenza di diversi predatori può provocare una feroce competizione per le fonti di cibo. Uno studio internazionale, monitorando le abitudini dei mammiferi predatori, ha scoperto i meccanismi di convivenza per evitare la competizione.

Lo studio è stato effettuato grazie alla collaborazione di un gruppo di ricerca internazionale, guidato da Miyabi Nakabayashi, professore presso l'Università di Hiroshima. I ricercatori hanno attuato un monitoraggio della durata di 6 anni nello stato di Sabah, nel Borneo, mediante l’utilizzo di telecamere ad infrarossi, dotate di sensori di movimento.

L’obiettivo della ricerca è la salvaguardia dei mammiferi predatori e delle specie a rischio di estinzione, attraverso la valutazione dei loro comportamenti. Secondo Nakabayashi "Lo stato dei mammiferi nel regno indomalese, una delle otto regioni biogeografiche della Terra, che copre la maggior parte del sud e sud-est asiatico, è tra i peggiori del mondo".

Tramite i dati ottenuti, i ricercatori hanno potuto monitorare una serie di mammiferi carnivori di diverse dimensioni, classificandone i modelli comportamentali a seconda delle abitudini e dell’ora del giorno in cui mostravano maggiore attività. Alcune specie erano attive di notte, altre di giorno, mentre altre ancora agivano in modo indifferente.

Uno degli aspetti interessanti riguarda la segregazione temporale anche tra individui della stessa specie. Due esemplari di gatto selvatico hanno mostrato abitudini diverse pur di non entrare in competizione tra loro. Uno, infatti, preferiva un’attività diurna, mentre l’altro era notturno.

Alcune specie di zibetto, invece, presentavano tutti attività notturna, suggerendo una concorrenza limitata per le risorse alimentari, grazie alla varietà della loro dieta.

I ricercatori hanno anche analizzato l’impatto del turismo sulle abitudini e il comportamento dei mammiferi, confessando che, nei pressi delle aree soggette a turismo, le specie di zibetto analizzate presentavano attività temporale sfalsata e incostante. Persino l’impatto dell’ecoturismo non va sottovalutato, in quanto può portare allo scombussolamento dei ritmi delle specie.

Nakabayashi, in merito a questo tema e alla controparte benefica dell’ecoturismo per la salvaguardia delle specie, ha dichiarato "I potenziali benefici dell'ecoturismo possono includere una riduzione delle minacce alla fauna selvatica" e continuando "Ma i nostri risultati indicano che il modello di attività temporale di una specie potrebbe essere direttamente influenzato dall'attività turistica. L'effetto del turismo sul comportamento degli animali dovrebbe essere valutato, anche se è un ecoturismo non letale".

Il team di ricerca, avendo come obiettivo principale una migliore comprensione dei comportamenti e delle abitudini delle specie, al fine di salvaguardarle, afferma che saranno necessari studi più approfonditi sul comportamento della fauna selvatica.

"Dovremmo accumulare più informazioni sulle specie rare per determinare la loro ecologia di base e per rivalutare se le attuali strategie di gestione della conservazione sono appropriate" conclude Nakabayashi.

E sapevate che i mammiferi in città stanno diventando più grandi?

Di seguito vi proponiamo una serie di immagini, ottenute dai ricercatori dello studio, che ritraggono gli animali in attività.

FONTE: Phys
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