Ecco come i cittadini nordcoreani evitano censura e accedono a media occidentali

Ecco come i cittadini nordcoreani evitano censura e accedono a media occidentali
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Sfuggire a censura e sorveglianza nei Paesi che le promuovono non è propriamente semplice: il caso recente della Russia ci ha mostrato un’esplosione nell’utilizzo delle VPN, sebbene il Cremlino stia cercando di limitare il fenomeno. Ma in altri Paesi vale la stessa soluzione? Per esempio, in Corea del Nord come si evitano censura e controlli?

Stando a un nuovo rapporto dell'organizzazione per i diritti umani Lumen, da lungo tempo focalizzata proprio sulla situazione in Corea del Nord, un numero crescente di cittadini nordcoreani sta effettuando il root dei loro telefoni Android per installare app non approvate e accedere a media outlet non autorizzati.

Scendendo nel dettaglio, Lumen ha intervistato due cittadini in fuga dalla Corea del Nord che sarebbero riusciti a effettuare il root degli smartphone Pyongyang 2423 e Pyongyang 2413 approvati dal governo sia per loro, sia per i loro familiari, amici e colleghi. Tale processo è stato possibile specialmente grazie alla esperienza di uno dei due fuggitivi, programmatore in Cina per un'impresa sostenuta dalla Corea del Nord, il quale avrebbe poi insegnato ulteriori trucchi del mestiere al secondo cittadino, studente di informatica all’università.

Pyongyang 2423 e Pyongyang 2413 sono ambedue basati su una versione custom di Android colma di restrizioni e controlli lato software: ad esempio, il dispositivo si connette esclusivamente all'intranet della Corea del Nord (quindi sono isolati dall’Internet che tutti conosciamo), può eseguire esclusivamente app e contenuti approvati dal governo e contiene l’app Trace Viewer che scatta e salva fotografie in momenti casuali, rendendo impossibile cancellarle. Tutto ciò, ovviamente, serve per controllare i cittadini in ogni istante delle loro vite.

L’indagine di Lumen prosegue svelando che il rooting è stato effettuato inizialmente per installare app di fotografia non autorizzate nel paese e riprodurre contenuti multimediali provenienti da Occidente; di seguito, sono riusciti a riattivare il supporto dual-SIM ed eliminare le immagini di Trace Viewer.

Sfortunatamente ciò non sembra essere più possibile con lo smartphone Pyongyang 2425, visibile in copertina alla notizia, in quanto i tecnici hanno bloccato la funzione di connessione a un PC tramite USB. Inoltre, il governo ha introdotto una nuova condanna a tre mesi di lavoro forzato per tutti coloro che hanno uno smartphone modificato con “programmi di manipolazione”.

Come concluso da Lumen, “sebbene sia difficile stimare il numero di nordcoreani che modificano i loro telefoni, e gli intervistati non sembravano ritenere che la pratica fosse diffusa, l'esistenza di questa specifica dicitura implicherebbe che sta avvenendo su una scala in cui le autorità sono consapevoli e potenzialmente interessati”.

Tornando al caso russo, anche Cloudflare ha confermato il boom dei servizi VPN nel paese.

FONTE: Lumen
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