Ecco come potrebbe essere il clima su Proxima Centauri B, un possibile pianeta abitabile

Ecco come potrebbe essere il clima su Proxima Centauri B, un possibile pianeta abitabile
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All'interno del NASA Center for Climate Simulation (NCCS) è possibile trovare il supercomputer Discover, un insieme di 129.000 core. Questo supercomputer, in grado di condurre 6.8 petaflop (6.8 trilioni) di operazioni al secondo, ha il compito di eseguire sofisticati modelli climatici per prevedere quale sarà il clima della Terra in futuro.

L'NCCS, che fa parte del Goddard Space Flight Center della NASA, ha inoltre iniziato a dedicare parte della potenza del supercomputer per prevedere quali potrebbero essere le condizioni su uno qualsiasi degli oltre 4.000 pianeti scoperti oltre il nostro Sistema Solare. Al momento, esplorare questi pianeti tramite veicoli spaziali è impossibile a causa delle distanze coinvolte. Così, gli scienziati si sono affidati alle simulazioni.

Secondo Karl Stapelfeldt, del Jet Propulsion Laboratory, la capacità di modellare i climi su altri pianeti è assolutamente essenziale per il futuro dell'esplorazione dello spazio. "I modelli fanno previsioni specifiche e verificabili di ciò che dovremmo vedere", afferma l'uomo. "Questi sono molto importanti per progettare i nostri futuri telescopi". In parole povere, la modellizzazione climatica implica la creazione di una simulazione in base a condizioni specifiche e/o cambiamenti ambientali.

Così, gli scienziati hanno condotto simulazioni climatiche di Proxima b, un pianeta extrasolare in orbita nella zona abitabile della nana rossa Proxima Centauri, che si trova a 4.2 anni luce di distanza da noi. Ricapitolando: il pianeta ha all'incirca le stesse dimensioni della Terra ed è almeno 1.3 volte più massiccio. Orbita attorno alla sua stella una volta ogni 11.2 giorni terrestri e ad una distanza di 0.05 UA (5% la distanza tra la Terra e il Sole). A questa distanza, è probabile che il pianeta sia bloccato gravitazionalmente sulla sua stella, con un lato costantemente esposto all'intensa radiazione della stella mentre l'altro è soggetto a oscurità costante e temperature gelide.

È interessante notare che queste simulazioni hanno mostrato che pianeti come Proxima b potrebbero effettivamente essere abitabili nonostante siano bloccati a tutta la radiazione a cui è esposto un lato. Per ogni simulazione, il team ha variato le condizioni su Proxima b per vedere come avrebbe influenzato il suo clima. Ciò includeva la regolazione dei tipi e delle quantità di gas serra nella sua atmosfera, la profondità, le dimensioni e la salinità dei suoi oceani e il rapporto tra terra e acqua.

Quello che hanno scoperto è che l'ipotetico strato di nuvole di Proxima b fungerebbe da scudo, deviando la radiazione solare dalla superficie e abbassando la temperatura sul lato rivolto verso il sole di Proxima b. Ciò è coerente con la ricerca condotta dagli scienziati Seller Exoplanet Environments Collaboration (SEEC). "Se un pianeta è bloccato gravitazionalmente e ruota lentamente sul suo asse, si forma un cerchio di nuvole davanti alla stella, che punta sempre verso di esso", spiega Ravi Kopparapu della NASA.

Oltre a far circolare e mantenere il calore, le atmosfere e le correnti oceaniche sono anche responsabili della distribuzione di gas ed elementi chimici necessari per la vita come la conosciamo: ossigeno, anidride carbonica, metano, ecc. Tuttavia, nonostante questo tipo di modellistica non possa dire con certezza se un pianeta sia abitato, può certamente aiutare a restringere la ricerca mostrando quali candidati sono obiettivi promettenti per le osservazioni di follow-up. "Mentre il nostro lavoro non è in grado di dire agli osservatori se un pianeta è abitabile o meno, possiamo dire loro se un pianeta è un buon candidato", afferma un membro del team. Ciò sarà particolarmente utile nei prossimi anni quando saranno lanciati i telescopi di prossima generazione.

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