Come fanno i comuni gechi a camminare sulle pareti?

Come fanno i comuni gechi a camminare sulle pareti?
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Come fanno i gechi a camminare sui muri? Un piccolo viaggio alla scoperta di come la natura li abbia dotati di efficaci “attrezzi da scalatore” e con i quali l’animale riesce ad arrampicarsi sulle pareti delle nostre abitazioni.

Questi piccoli abitatori casuali delle nostre dimore non ci sono affatto estranei, eppure non si può non rimanere stupefatti quando li vediamo arrampicarsi sui muri o persino sulle pareti delle nostre abitazioni. I gechi che comunemente si incontrano all’interno delle nostre abitazioni non solo sfidano la forza di gravità, rimanendo appesi alle pareti o persino sul soffitto a testa in giù, ma riescono persino a muoversi sulle pareti a incredibile velocità, senza cadere. Ma come fanno i gechi ad arrampicarsi sui muri? Per prima cosa, bisogna dire che il segreto delle loro abilità da scalatori si trova sulle dita delle zampe bulbose dove sono situate tantissime strutture a forma di pelo chiamate setae.

Da queste setae partono molte altre strutture più piccole chiamate spatulae. Migliaia di queste strutture (le setae e le spatule) contribuiscono ad aumentare enormemente la superficie di contatto tra la zampa ed il muro ma non solo. Tra gli atomi di questi ciuffetti del geco e quelli che compongono il muro si creano delle forze di attrazione chiamate di van der Waals. Questi legami che si creano sono molto deboli ma molto numerosi e, visto che l’unione fa la forza, l’animale riesce a stare attaccato alle pareti delle nostre abitazioni. Ma questo non è tutto. Sembra, infatti, che queste strutture abbiano un ben determinato angolo che aiuta il geco a rimanere attaccato al muro. In particolare, più i peli vengono inclinati orizzontalmente rispetto al muro, più aumentano la loro superficie e si accresce, di conseguenza, la forza con cui l’animale è appeso al muro.

Basta un cambio di inclinazione per staccare la zampa. Grazie a questo piccolo espediente i gechi possono regolare il loro grado di “appiccicosità”, diciamo così, garantendo loro le alte velocità con cui riescono a muoversi (fino a 20 volte la lunghezza del loro corpo al secondo). Pur essendo piccole, queste creature hanno capacità incredibili e lo studio delle loro strutture anatomiche può dare spunti per inventare strumenti, per esempio d’arrampicata, sempre più efficaci.

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