Ecco come Enrico VIII premeditò dettagliatamente l'esecuzione di Anna Bolena

Ecco come Enrico VIII premeditò dettagliatamente l'esecuzione di Anna Bolena
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Tracy Borman, una modernista specializzata sulla storia dei Tudor, con l'aiuto di Sean Cunningham, un altro storico inglese specializzato nello stesso campo, è riuscita a raccogliere dettagli preziosissimi riguardo il processo ad Anna Bolena, la seconda moglie di Enrico VIII, consultando un banalissimo registro dei mandati.

Il registro preso in considerazione da Cunningham si trova all'interno dell'Archivio Nazionale inglese ed è stato per molto tempo ignorato. Tuttavia, l'occhio al dettaglio dello storico è riuscito a cogliere dei dati interessanti: vere e proprie istruzioni dettate dal re in persona, Enrico VIII, riguardo l'esecuzione della sua seconda moglie. Emozionato dalla scoperta, l'uomo ha deciso di proseguire il suo studio con Tracy Borman, portando a galla una realtà molto più complessa di quella raccontata fino ad oggi.

Anna Bolena, tre anni dopo il divorzio del re con Caterina d'Aragona e il matrimonio più discusso dell'epoca, venne rinchiusa nella Torre di Londra nel 1536, secondo le fonti dell'epoca, con l'accusa di adulterio (alcuni sostengono anche incesto con suo fratello). Durante il processo, la donna si dimostrò fin da subito ben consapevole del suo destino, determinato da un unico fattore: il non essere riuscita a dare alla luce un erede maschio.

Al tempo, le condanne a morte per adulterio, soprattutto nel caso si trattasse di una regina politicamente scomoda alla corte, erano due: bruciare sul rogo o essere decapitati.

Secondo il documento trovato, Enrico VIII venne mosso a pietà per la donna che aveva così tanto amato (e così velocemente sostituito con una giovane Jane Seymour) e decise di risparmiarla dalla morte più dolorosa. Nel registro trovato il re scrisse:" Noi, tuttavia, comandiamo che la testa della stessa Anna venga tagliata".

Tracy Borman ha definito la scoperta di questo registro come "una della più emozionanti degli ultimi anni" nel suo campo, perché non vi è sancita solo la condanna, ma anche come e dove Anna Bolena sarebbe dovuta morire. Con questo documento si è potuta confermare ancora una volta la crudeltà e il carattere manipolatore di uno dei sovrani più discussi della storia inglese.

Le istruzioni scritte nel registro sono dirette a Sir William Kingston, un agente della Torre di Londra. Secondo queste, l'esecuzione della regina sarebbe dovuta avvenire alla Tower Green (la Torre verde), uno spazio all'interno della stessa Torre di Londra. Inoltre, era necessario che la testa di Anna Bolena non venisse tagliata da un'ascia, bensì da una spada.

Questa volontà risultò alquanto insolita per una condanna dettata dal sovrano. In Inghilterra pochissime persone vennero decapitate con una spada, perché era un mezzo più efficace e veloce nelle mani di un esperto. L'ascia, invece, poteva rendere più dolorosa e lunga l'esecuzione.

Tuttavia, le indicazioni non vennero eseguite alla regola. "Recenti studi provano che l'esecuzione venne spostata in quello che oggi è il Waterloo Block (il Blocco di Waterloo), dove risiedono tutti i gioielli della corona" ha affermato la Borman.

Condannare una sovrana, all'epoca, era un evento molto raro. Per anni si è creduto che la morte di Anna Bolena fosse stata voluta da Thomas Cromwell, uno dei più stretti consiglieri del re, ma la scoperta di Borman e Cunningham dimostra ancora una volta che la figura che tirava tutti i fili dietro le quinte era solo e unicamente Enrico VIII.

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