Ecco come la fotocamera degli smartphone potrebbe diagnosticare il diabete

Ecco come la fotocamera degli smartphone potrebbe diagnosticare il diabete
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Un gruppo di ricercatori della University of California di San Francisco ha sviluppato un “biomarcatore digitale” sfruttando la fotocamera di uno smartphone per diagnosticare il diabete mellito di tipo 2, in grado di diventare un’alternativa low-cost ai prelievi di sangue e agli strumenti di screening clinici.

Nonostante la diffusione di questa malattia cronica, che colpisce più di 450 milioni di persone in tutto il mondo causando infarti, cecità, insufficienza renale e potenzialmente molti altri problemi, spesso non viene nemmeno diagnosticata in tempo poiché asintomatica. Per questo motivo, questa nuova tecnologia non invasiva ed economica potrebbe salvare la vita di moltissimi individui.

Il co-autore dello studio pubblicato il 17 agosto 2020 nel giornale Nature Medicine e professore di cardiologia Geoffrey H. Tison, ha dichiarato: “Poter diagnosticare una condizione dalle gravi conseguenze sulla salute come il diabete utilizzando un semplice smartphone solleva moltissime possibilità. Uno strumento come questo potrebbe aiutare le persone a rischio, diagnosticando in tempo il diabete e prevenendo peggioramenti futuri.”

Il biomarcatore digitale in questione funziona in questo modo: la fotocamera e la torcia di uno smartphone vengono utilizzati per rilevare i danni vascolari dovuti al diabete di tipo 2 tramite fotopletismografia (PPG), ovvero catturando i cambiamenti di colore corrispondenti a ciascun battito cardiaco nella punta delle dita. Il test è stato condotto su 53.870 pazienti iscritti al programma Health eHeart Study e utenti dell’app per iPhone Azumio Instant Heart Rate.

Dopo aver sviluppato un algoritmo tramite deep-learning utilizzando questi dati, quest’ultimo è riuscito a identificare con successo il diabete mellito di tipo 2 nell’81% dei casi; con un altro set di dati raccolti da varie cliniche, invece, ha identificato correttamente l’82% dei pazienti con diabete. Aggiungendo altri fattori come età e peso hanno infine constatato delle performance migliori.

Gli autori dello studio hanno però affermato che sarà necessario condurre altri test per dimostrare l’efficacia di questo strumento, che assieme al cerotto smart per la misurazione dei livelli di zucchero nel sangue potrebbe cambiare per sempre il trattamento del diabete.

Un altro studio condotto in Germania ha invece dimostrato che lo stesso diabete di tipo 2 può andare in remissione con una terapia a base di testosterone.

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