Ecco come la NASA andrà a caccia del buco nero della nostra galassia, Sagittarius A

Ecco come la NASA andrà a caccia del buco nero della nostra galassia, Sagittarius A
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Da qualche anno, grazie alla prima foto mai fatta di un buco nero, sappiamo che gli enti spaziali sono in grado di dare la caccia ai buchi neri. Nonostante questo, alcuni di loro rimangono piuttosto elusivi, come il celebre Sagittarius A*, al centro della nostra galassia. Ecco come la NASA intende scovarlo.

La foto del buco nero al centro della galassia di M87, ottenuta nel 2019, ha cambiato un po' tutte le regole della ricerca cosmologica scientifica. Da allora gli scienziati hanno capito di avere una possibilità nell'osservare quello che - per definizione - è inconoscibile e completamente oscuro. Nessuna informazione potrà mai provenire da un buco nero stesso, ma la sua interazione con l'ambiente circostante è talmente unica e violenta che tradisce il suo atteggiamento stealth ed elusivo, dandoci una possibilità.

Questo aspetto è molto noto ai ricercatori che lavorano all'Event Horizon Telescope (EHT), un telescopio virtualmente grande quasi quanto il nostro pianeta e che - mediante il metodo dell'interferometria a base molto ampia (VLBI) - permette di osservare oggetti in modo che prima potevamo solamente immaginare. È così che il cuore di tenebra M87* è stato scovato, ed è così che si spera possa essere osservato anche Sagittarius A*, il buco nero al centro della nostra galassia.

Il problema con Sagittarius A* è che, a differenza di M87, si trova in una posizione sfavorevole, in quanto moltissimi anni luce di nubi e polvere interstellare si interpongono fra il nostro punto di vista e il soggetto in questione. Mentre l'EHT prova costantemente a captare nuovi dati, presto potrebbe intervenire un nuovo elemento chiave a dare una mano nella ricerca.

Il nuovo giocatore è il famigerato James Webb Space Telescope (JWST), il cui lancio è previsto per dicembre 2021; se tutto andrà come previsto, nel primo anno di operazioni scientifiche Webb si unirà ad EHT nell'osservazione di Sagittarius A*, fornendo dati ad infrarossi a risoluzioni mai raggiunte prime, rendendo più facile produrre un'immagine complessiva della regione.

Le osservazioni nell'infrarosso di Hubble sono state preziosissime nel corso di questi decenni, ma non sufficienti per l'arduo compito che gli scienziati stanno cercando di portare a termine. Molte volte è stato necessario anche l'intervento di altri telescopi spaziali, come lo Spitzer Space Telescope o l'osservatorio X Chandra, autore di immagini cosmiche spettacolari.

Tutti insieme questi "occhi cosmici" riusciranno a produrre un'immagine di Sagittarius A*? Solo il duro lavoro e il tempo ce lo potranno dire, ma è chiaro che una ricerca di tale portata potrà portare solo benefici al mondo della Scienza.

FONTE: NASA
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