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Come proteggerci dall'impatto di corpi celesti che hanno da sempre caratterizzato e plasmato il nostro pianeta, a scapito però della vita organica che lo abita? Presto la missione DART della NASA colliderà contro un asteroide per provare a deviarne la traiettoria, ma ci sono anche altre opzioni che potremmo mettere in atto? Vediamole insieme.

Per ora, come precedentemente detto, l'unico metodo in fase di test (con la tecnologia attuale) per difendere il pianeta Terra, da un oggetto spaziale in avvicinamento, è quello di tentare la sua deviazione usando "l'impatto cinetico" tramite un'astronave, proprio come se stessimo tentando di spostare la vetturina di un autoscontro.

Se dunque la minaccia di un asteroide in rotta di collisione con la Terra fosse reale, potrebbe essere necessario lanciare una missione spaziale con un anno o due di anticipo rispetto all'impatto previsto, qualora si trattasse di un piccolo asteroide, o addirittura decenni prima per oggetti più grandi di centinaia di chilometri di diametro, e che potrebbero rivelarsi davvero catastrofici per il pianeta.

Quindi, la missione Dart, seppur di una difficoltà enorme (come giocare a golf nello spazio usando le leggi della dinamica per guidare la pallina), sarà fondamentale per offrire un'ottica realista sui nostri mezzi di difesa planetaria.

Lindley Johnson, dell'ufficio di Difesa Planetaria della NASA, in un recente briefing sulla missione Dart, ha affermato: "Questa dimostrazione inizierà ad aggiungere informazioni fondamentali sui metodi che potrebbero essere effettivamente utilizzati in futuro, in situazioni simili".

Inoltre, oltre alla "deviazione cinetica", un'altra opzione potrebbe essere quella del "trattore gravitazionale". Un'astronave potrebbe essere infatti inviata a volare al fianco di un asteroide per un tempo sufficiente a deviarne il percorso, utilizzando appunto l'attrazione gravitazionale della nave, proprio come un rimorchiatore.

Tom Statler, un altro scienziato impegnato nel programma DART della NASA, ha spiegato: "Questo altro metodo ha dalla sua il fatto che, la base scientifica su cui si fonda tutta la tecnica, è già completamente compresa: è la gravità, e sappiamo bene come funziona".

Ovviamente il problema principale sarebbe legato alla massa del veicolo spaziale, un fattore alquanto limitante, soprattutto per gli asteroidi di diametro superiore ai 500 metri, che sono proprio quelli che rappresentano la maggiore minaccia per il pianeta.

Infine, come ultima ipotesi vi è la detonazione nucleare. Esatto, lanciare esplosivi atomici per reindirizzare la traiettoria o distruggere direttamente un asteroide.

Questa potrebbe essere l'unica strategia efficace per i più grandi e pericolosi corpi celesti in rotta di collisione con la Terra, i cosiddetti "planet killer" (più di un chilometro di diametro), anche se un tale attacco potrebbe essere utile solo come "ultima risorsa" nel caso in cui gli altri metodi fallissero.

Già in un precedente studio, pubblicato sul "Journal of Experimental and Theoretical Physics", scienziati russi avevano esaminato lo scenario di una detonazione nucleare diretta, attraverso modelli in miniatura. I loro esperimenti avevano mostrato che far esplodere un asteroide di 200 metri avrebbe richiesto una bomba 200 volte più potente di quella esplosa su Hiroshima nel 1945.

In conclusione, sarebbe molto più efficace perforare l'asteroide, seppellirvi la testata al suo interno per poi farla esplodere... vi ricorda qualcosa?

Per ora facciamo un passo alla volta, ed attendiamo la conclusione della missione Dart, che sarà possibile seguire in diretta attraverso questo link.

Secondo voi quale potrebbe essere il metodo più efficace per deviare o far esplodere un asteroide?

FONTE: NASA
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Come potremmo salvarci da un asteroide? Valutiamo le ipotesi