Come il nostro rapporto con gli animali domestici è cambiato nel tempo

Come il nostro rapporto con gli animali domestici è cambiato nel tempo
di

Un recente studio pubblicato sulla nota rivista "Antiquity" ha dimostrato come il XIX secolo sia stato il momento in cui il nostro rapporto con gli animali domestici sia cambiato definitivamente rispetto all'antichità.

A partire dall'Età della Pietra e il Paleolitico molte civiltà umane cominciarono a seppellire, al fianco degli individui defunti, quelli che erano considerati degli "animali da compagnia", come cani o gatti. Solo a partire dal 1881 cominciarono ad essere costruiti dei veri e propri cimiteri per commemorare la memoria e il legame affettivo avuto con questi.

E' interessante, per gli archeologi e gli antropologi, osservare attraverso le tombe di questi luoghi peculiari come "il rapporto tra uomo e natura e le pratiche sociali umane si siano evolute", come ha affermato Eric Tourigny, archeologo dell'Università di Newcastle (Regno Unito) che preso parte allo studio.

Mentre nelle società antiche alcuni esseri tendevano ad avere un ruolo sacrale e ad essere sepolti al fianco degli uomini per proteggerli e/o indirizzarli nell'aldilà, la visione ottocentesca e novecentesca dell'animale domestico cambiò.

Tourigny e il suo team di ricerca hanno voluto condurre uno studio su più di 1000 tombe sparse in quattro cimiteri inglesi, risalenti tra il 1881 e il 1993. Hanno rilevato che, mentre a fine XIX secolo i padroni tendevano a seppellire unicamente i loro cani, a partire dal XX secolo cominciarono ad essere più frequenti in questi cimiteri anche le tombe dedicate ai gatti.

Dopo che l'epoca vittoriana scomparse e la società britannica iniziò ad essere più secolarizzata, molte persone cominciarono a credere che anche gli animali avessero un'anima e che questa, nell'aldilà, si sarebbe potuta riunire un giorno con tutta la famiglia che li aveva amati.

Gli studiosi hanno potuto confermare questa visione osservando le incisioni sulle lapidi. Per esempio, in una tomba del 1900 dedicata ad un certo "Grit", il padrone decise di esprimere brevemente la sua incertezza, e al contempo speranza, di potersi ricongiungere con il proprio animale dopo la sua morte.

Dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale cominciò ad affermarsi la visione dell'animale domestico come parte integrante della famiglia. In alcune tombe, infatti, i padroni si congedavano chiamandosi "Mamma" o "Papà" e, fra queste, divennero sempre più presenti elementi scultorei in onore del cane o del gatto che era morto.

Contrariamente al XIX secolo, oggi è socialmente accettabile piangere la morte di un proprio compagno a quattro zampe. Tuttavia, ancora molte persone si sentono giudicate e preferiscono esprimere il loro dolore in silenzio omaggiando il loro animale con una tomba.

"Mi capita spesso di vedere persone camminare tra le tombe, fermarsi e offrire un po' del loro tempo anche ad animali che non hanno mai incontrato. Mi colpisce sempre come questi cimiteri siano un luogo così colmo di emozioni contrastanti - sia per coloro che seppellirono i loro compagni tanti anni fa, ma anche per coloro che hanno ancora i propri animali, ma credono in un'anima e in un aldilà" ha affermato Tourigny.

Quanto è interessante?
2
Come il nostro rapporto con gli animali domestici è cambiato nel tempo