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Anche se non siamo ancora riusciti a mettere piede sul suolo marziano, la NASA pensa già ad un ipotetico futuro nel quale potremo colonizzare il Pianeta Rosso: per farlo, però, c'è la necessità di progettare e costruire delle nuove strutture, in grado non solo di ospitare i primi equipaggi ma anche di resistere alle condizioni atmosferiche.

Per ovviare a questo problema l'agenzia aerospaziale americana ha pensato di usufruire delle idee partorite dalle menti delle persone "comuni" che non lavorano direttamente per la NASA, ma che potrebbero lo stesso dare il loro contributo grazie alle loro conoscenze scientifiche. Nel 2015 la compagnia ha lanciato quindi la 3D-Printed Habitat Challenge, una sorta di contest nel quale diversi team hanno potuto proporre dei concept che rispecchiavano le proprie visioni in materia di soluzioni abitative da utilizzare su Marte.

La NASA si è trovata quindi a dover giudicare, assieme alla Bradley University (partner ufficiale dell'iniziativa) un totale di 18 progetti, presentati da altrettanti team. Per farlo è stato impiegato un software speciale, in grado di mettere alla prova dell'effettiva realizzabilità di ognuna delle soluzioni proposte: il programma è studiato per tener conto di alcuni elementi indispensabili per rendere le strutture abitabili e durature, come lo spessore dei muri, il sistema di riscaldamento e di raffreddamento degli ambienti, la loro pressurizzazione e molto altro ancora.

Dopo una scrematura iniziale i concept arrivati in finale sono stati 5: i 5 team vincitori si sono spartiti il montepremi finale, che ammonta a 100.000 dollari.

FONTE: Engadget
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