La conferma della NASA: scoperte alte concentrazioni di Metano su Marte. C'è la vita?

La conferma della NASA: scoperte alte concentrazioni di Metano su Marte. C'è la vita?
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E' arrivata nella notte italiana la conferma alle indiscrezioni del weekend sulle rilevazioni effettuate dal rover Curiosity su Marte. L'Agenzia Spaziale Americana ha definito il risultato il risultato "eccitante, perchè la vita microbica è una fonte importante di metano sulla Terra".

Il gas, però, "può essere creato anche da altre fonti, attraverso interazioni tra rocce ed acqua". La NASA ha anche sottolineato che "le attuali misure non ci permettono di dire se la fonte del metano è biologica o geologica, antica o moderna", ma grazie a Curiosity è stato possibile localizzare il "luogo in cui il metano è stato prodotto e liberato in atmosfera".

Thomas Zurbuchen, uno dei ricercatori della NASA, ha voluto spegnere entusiasmi eccessivi ed ha spiegato che "si tratta di un risultato scientifico preliminare. Ci vorranno altre analisi per confermare l'osservazione di Curiosity. Al momento non sappiamo dire da dove venga il metano, ma la nostra idea è che il metano su Marte venga liberato in atmosfera da riserve nascoste nel sottosuolo ghiacciato, create in passato da forme di vita microbiche. A volte il metano ha una firma geologica, piuttosto che biologica".

Curiosity ha rilevato una concentrazione di gas metano su Marte pari a 21 parti per miliardo. Secondo Marco Giuranna, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, "è una concentrazione elevata per Marte, ma 200 volte più bassa rispetto a quella presente nell'atmosfera terrestre".

Lo studioso, parlando con Il Fatto Quotidiano ha anche affermato che ad oggi gli interrogativi sono tanti. Bisogna innanzitutto capire se "c'è un meccanismo di distribuzione del gas su Marte, ed a cosa è legato? Una ventina di ore prima che Curiosity annusasse il metano nell’atmosfera di Marte, lo strumento Pfs ha puntato la stessa area, quella del cratere Gale. I dati li stiamo ancora analizzando. Ci vorranno ancora alcune settimane, ma potrebbe essere la conferma incrociata che cerchiamo. Non vedo l’ora di completare l’analisi. Il problema di Marte è che è troppo freddo e non permette all’acqua in superficie di rimanere liquida in modo stabile. Altrimenti, la vita sul pianeta si sarebbe già sviluppata".

Un ruolo fondamentale l'avrà la missione ExoMars 2020 dell'ESA, che sarà lanciata il prossimo anno e farà luce sulla presenza o meno di batteri.

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