Congresso USA, da Apple ad Amazon fino a Facebook: ecco che cos'è successo

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L'audizione del Congresso USA, che ha convocato Jeff Bezos (CEO Amazon), Mark Zuckerberg (Facebook), Tim Cook (Apple) e Sundar Pichai (Google), ha fatto emergere innumerevoli informazioni interessanti riguardanti i colossi del mondo del tech. Infatti, in quanto indagine Antitrust, sono emersi miriadi di dettagli di cui in pochi erano a conoscenza.

Vi abbiamo già raccontato qualcosa su queste pagine, come ad esempio la mail di Steve Jobs legata ad iBooks oppure i messaggi lasciati da Zuckerberg prima dell'acquisizione di Instagram. Tuttavia, si tratta solamente della punta dell'iceberg. Infatti, durante l'audizione sono emerse molte altre informazioni. Proviamo, dunque, a fare un recap in cinque punti in merito a quanto trapelato.

  • Steve Jobs e Amazon. Sono emerse delle mail, risalenti al novembre del 2010, in cui il fondatore di Apple non le manda di certo a dire in merito all'azienda di Jeff Bezos. In particolare, tra i vari messaggi ne è presente uno del 2011 che sta facendo discutere: "Penso sia tutto abbastanza semplice. iBooks sarà l'unico negozio di libri su dispositivi iOS. Dobbiamo difenderlo a testa alta. Si possono leggere libri acquistati altrove, ma non acquistare, noleggiare o abbonarsi da iOS senza pagarci";
  • Mark Zuckerberg e l'acquisizione di Instagram. In alcune mail del 2012, il CEO di Facebook fa riferimento alla volontà di acquistare alcune aziende concorrenti che avrebbero "potuto fare male" alla sua azienda. "Instagram può danneggiarci in modo significativo", si leggeva in un messaggio. Vi ricordiamo che Facebook ha comprato Instagram proprio nel 2012. Il commento di Jerry Nadler, del Congresso USA, sulla vicenda: "Facebook ha preferito comprare Instagram piuttosto che competerci. Questo è esattamente il tipo di comportamento anti-concorrenziale che le leggi sull'Antitrust sono chiamate a proibire".
  • Cicilline a Pichai: "è il business di Google il problema". David Cicilline del Congresso USA ha affermato di essere in possesso di e-mail di dipendenti di BigG risalenti a "oltre un decennio fa". Stando a Cicilline, queste ultime proverebbero che l'azienda di Mountain View all'epoca temesse la concorrenza di altri siti che potevano "sottrarre" traffico al suo motore di ricerca. Inoltre, secondo le accuse, Google avrebbe mantenuto un comportamento pensato per far rimanere gli utenti all'interno del suo motore di ricerca, mettendo in atto pratiche definite "anti-concorrenziali" da Cicilline. In particolare, c'è stato un riferimento a Yelp. A quanto pare, in seguito a delle "proteste" da parte di quest'ultima, BigG avrebbe minacciato di cancellare il suo sito Web.
  • Jeff Bezos e l'accesso ai dati delle aziende indipendenti. Amazon è finita nel mirino del Congresso per via di un report del Wall Street Journal in cui si afferma che i dipendenti dell'azienda avessero "studiato" i dati delle vendite delle società private operanti su Amazon per trarne un vantaggio e realizzare prodotti in grado di sbaragliare la concorrenza. Bezos ha affermato che questa pratica è vietata dalle policy di Amazon, ma ha anche detto che non può essere sicuro del fatto che questa regola non sia stata violata.
  • Apple e il "favore" ad Amazon. Stando al Congresso, la società di Cupertino avrebbe fatto pagare all'azienda di Jeff Bezos solamente un 15% di commissioni legate alla pubblicazione dell'applicazione ufficiale di Prime Video sull'App Store. In genere, le commissioni sono fissate al 30%. Insomma, secondo il Congresso, Apple avrebbe garantito un "trattamento di favore" ad Amazon.

Queste sono le cinque notizie provenienti dall'audizione del Congresso USA che stanno facendo discutere di più a livello globale, In calce alla notizia potete vedere una raccolta di e-mail rese pubbliche in queste ore. In ogni caso, si tratta di un riassunto di quanto accaduto. Infatti, dovete sapere che l'audizione è durata quasi cinque ore e mezza. Se siete interessati, potete vederla integralmente tramite il player presente qui sopra. Tra le altre informazioni emerse, ci sono anche le accuse ad Amazon legate alla presunta vendita degli Echo in perdita, ma non è di certo finita qui, come potete vedere sulla pagina di The Verge dedicata all'accadimento.

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