Cosa sono i Cerchi delle Fate? Confutata dopo 40 anni l'ipotesi originale

Cosa sono i Cerchi delle Fate? Confutata dopo 40 anni l'ipotesi originale
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I "Cerchi delle Fate", nel deserto della Namibia, sono uno dei più grandi misteri della natura. Alla vista appaiono come tantissimi cerchi d'erba che circoscrivono un'area sabbiosa, e si estendono per km in milioni di queste zone aride circolari.

Già nel 1979, il prof. G.K. Theron pubblicò una prima ricerca sull'origine di tale fenomeno, ipotizzando che la causa fossero le sostanze velenose prodotte dall'Euphorbia damarana, una pianta indigena che già conoscevano i boscimani e che utilizzavano per avvelenare le frecce.

Il botanico sudafricano infatti, alla fine degli anni '70, aveva notato diversi arbusti di euphorbia morenti ed in decomposizione nell'area di Giribes, nel nord-ovest della Namibia, ipotizzando quindi che le sostanze velenose prodotte dalle foglie avessero potuto uccidere le altre piante intorno ad esse, inducendo la formazione dei particolari "cerchi delle fate".

Recentemente però, come parte di un nuovo studio, gli scienziati dell'Università di Göttingen e del Gobabeb Namib Research Institute, hanno individuato ed analizzato le piante originali di euphorbia che facevano parte dello studio di Theron, riuscendo, ben quattro decenni dopo, a confutare definitivamente l'ipotesi originale.

Nel 2020, il team di ricerca ha documentato per la prima volta in dettaglio questi siti remoti, utilizzando fotografie dirette, immagini di droni ad alta risoluzione e riprese satellitari, dimostrando come in nessuno dei luoghi delimitati dall'euphorbia si è poi sviluppato un "cerchio delle fate". Crescevano invece ciuffi d'erba molto longevi, in netto contrasto con l'ipotesi che i veleni avessero inibito lo sviluppo di altre piante.

Un'altra parte dello studio ha anche confrontato i modelli spaziali dei "cerchi delle fate" con quelli delle euphorbie all'interno delle stesse aree, per verificare un potenziale legame tra entrambe le distribuzioni nelle varie regioni namibiane. Il risultato fu che i modelli non corrispondevano, differendo in modo significativo in ben 4 grafici su 5, dimostrando come il processo che crea lo schema dei "cerchi delle fate" non è lo stesso della pianta presa in esame da Theron.

Il dr. Getzin, leader dello studio, ha infine affermato: "Quando Theron pubblicò la sua ipotesi originale, fu un pioniere nella ricerca del "cerchio delle fate". A quel tempo infatti non si sapeva nulla sul loro conto. Oggi, tuttavia, vediamo l'esito a lungo termine delle sue teorie, ed il base alle nostre osservazioni dettagliate sul campo dobbiamo confutare l'ipotesi dell'euphorbia".

Qual'è quindi l'origine di queste misteriose forme? Altri studi sono in atto per rispondere alla domanda, in un recente articolo pubblicato su Science, ad esempio, viene addirittura ipotizzato il coinvolgimento di una particolare specie locale di termiti, la Psammotermes allocerus, che avrebbe realizzato un vero e proprio ecosistema per conservare riserve idriche nel sottosuolo.

Solo altre ricerche potranno, forse, svelare l'arcano.

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