Ecco cosa c'è da sapere sull'uranio e sugli usi nel nucleare

Ecco cosa c'è da sapere sull'uranio e sugli usi nel nucleare
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L'uranio è sicuramente il fulcro (e perché no, anche il simbolo) dell'energia atomica. Nel suo nucleo sono presenti 92 protoni e un numero variabile di neutroni - compreso tra 140 e 146 - e il materiale si crea solo dopo eventi estremi, come nelle supernove e nelle collisioni di stelle di neutroni.

L'uranio veniva utilizzato, pensate, fin dall'epoca romana... non nello stesso modo di oggi, ma come smalto giallo in ceramica e vetro. Nel 1789 il chimico tedesco Martin Heinrich Klaproth mescolò acido nitrico e pechblenda, creando una sostanza gialla che affondò sul fondo. Decise di chiamare il suo nuovo elemento come il pianeta Urano, scoperto solo otto anni prima da Willaim Herschel.

Tuttavia, un campione puro di uranio venne isolato solo nel 1841 dal chimico Eugène-Melchior Péligot. Quattro decenni dopo, esattamente nel 1934, un team di fisici italiani guidati da Enrico Fermi bombardò il minerale con neutroni scoprendo che emetteva elettroni e positroni. Successivamente furono Otto Hahn e Fritz Strassmann a spiegare il processo di fissione nucleare.

Un chilogrammo di uranio-235 attraverso la fissione completa equivale all'energia chimica che può essere estratta bruciando 1,5 milioni di chilogrammi di carbone - ed è proprio questo processo a stare alla base delle centrali nucleari. Contemporaneamente, il rilascio improvviso ed esplosivo di energia dall'uranio è stato impiegato nelle bombe atomiche.

FONTE: iflscience
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