Cosa sono in realtà le teste rimpicciolite "voodoo"? Ecco la macabra verità

Cosa sono in realtà le teste rimpicciolite 'voodoo'? Ecco la macabra verità
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Avrete sicuramente visto le tsantsa, chiamate anche teste rimpicciolite, all'interno di qualche film o documentario che parlava di riti "voodoo" e di altri argomenti correlati... ma cosa sono in realtà queste macabre reliquie? E, soprattutto, come vengono fatte? Perfino in Moby Dick, Queequeg dona a Ismaele una tsantsa come pegno di amicizia.

Non si tratta di un oggetto scenico. Le tsantsa sono vere teste umane decapitate e preparate per essere esposte in determinati luoghi e in determinate occasioni. Attualmente, soltanto la tribù indigena della foresta Amazzonica degli Shuar, o Jívaro, attua questa pratica. In precedenza, queste teste rimpicciolite venivano utilizzate per spaventare i nemici in guerre interne, rivalità tra tribù e duelli.

Col passare del tempo, però, la pratica si è evoluta. Il popolo Jívaro credeva che se un uomo fosse stato ucciso sul campo di battaglia, il suo spirito sarebbe tornato a perseguitare e vendicare il suo assassino. Tagliando la testa del caduto e portandola con sé, secondo le storie degli indigeni, lo spirito nemico avrebbe obbedito agli ordini invece di cercare vendetta (potrebbero sembrare popoli con scarsa cultura, ma alcuni indigeni disponevano i loro villaggi seguendo le stelle).

La testa, però, non starà per sempre con il guerriero, e successivamente deve essere donata a un luogo di culto pubblico, dove sarà condotta la procedura per il rimpicciolimento, così da liberare per sempre lo spirito che si cela al suo interno. Oggi le tsantsa sono un oggetto raro e per questo sono molto richieste come souvenir nel mercato nero... in giro è possibile trovare anche dei "falsi reali", che vengono fatti con le teste dei bradipi (a proposito, sapete che esistevano dei bradipi giganteschi che non si nutrivano di sole foglie?).

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