Ecco a cosa serviva questo inquietante casco chiamato "L'Isolatore"

Ecco a cosa serviva questo inquietante casco chiamato 'L'Isolatore'
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Quante volte ci siamo detti "dopo lo faccio" e, alla fine, la commissione che dovevamo sbrigare non è mai stata portata a termine? Non si tratta di un problema della nuova generazione, perché già nel 1925 era ben noto... e sicuramente perfino prima! Per questo motivo venne inventato un bizzarro dispositivo chiamato "L'Isolatore".

Si trattava, in poche parole, di un elmo in legno rivestito di sughero all'interno e all'esterno di feltro. Il bizzarro copricapo era utilizzato per isolarsi dal mondo esterno, con perfino un filtro per far passare l'ossigeno e mantenere fuori il suono della propria respirazione. Per la vista vi erano due "comodi" fondi di vetro.

Per aumentare le capacità di blocco del rumore, i produttori inclusero successivamente uno spazio d'aria all'interno del casco che, secondo quanto riferito, bloccava circa il 90-95% dei suoni. Stranamente, chi lo indossava per più di quindici minuti iniziava ad avere sonnolenza. Così venne attaccata successivamente una bombola di ossigeno, con lo scopo di "aumentare la respirazione e ravvivare notevolmente il soggetto".

Tuttavia troppo ossigeno può diventare tossico, ma senza un flusso di gas sufficiente e uno scarico adeguato, l'accumulo di CO2 diventa un'altra complicazione molto più probabile e grave. "Probabilmente dovresti avere una nuova bombola di ossigeno ogni mezz'ora, un modo abbastanza costoso per non distrarti", afferma il dott. Daniel Funnell, anestesista del Medway Hospital, del Regno Unito.

Non solo, oltre al poco ossigeno a disposizione, a rendere una "tortura" il casco era sicuramente la vista completamente oscurata - poiché i vetri per gli occhi erano colorati di nero - con solo a disposizione due linee per la lettura. Insomma, sicuramente a una cosa potrebbe essere tornato utile questo casco: dopo averlo provato una volta non si avrebbe più "procrastinato" nulla.

A proposito di cose strane: provate a dare un occhio a queste illustrazioni scientifiche e a queste raffigurazioni.

FONTE: iflscience
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