Di cosa è fatto il Sole? Uno studio rivela la composizione della nostra stella

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Per anni gli scienziati hanno dovuto risolvere il conflitto tra la struttura interna del sole, data dalle oscillazioni solari, e quella derivata dalla teoria dell'evoluzione stellare. Finalmente nuovi calcoli della sua atmosfera hanno prodotto risultati aggiornati confermando abbondanze di elementi chimici, che risolvono "l'eterno conflitto".

In particolare, è stato scoperto che il Sole contiene più ossigeno, silicio e neon di quanto si pensasse in precedenza. Le tecniche impiegate per la rilevazione chimica promettono anche stime molto più accurate delle composizioni delle altre stelle in generale.

Il metodo in questione è l'analisi spettrale, utilizzata regolarmente dagli astronomi per determinare la composizione chimica del nostro sole, o di qualsiasi altra stella, calcolando la decomposizione della luce simile ad un arcobaleno nelle sue diverse lunghezze d'onda.

Gli spettri stellari, contenenti linee scure evidenti e nitide, sono stati notati per la prima volta da William Wollaston nel lontano 1802, ma si deve al lavoro pionieristico dell'astrofisico indiano Meghnad Saha, che nel 1920 collegò la forza di quelle "linee di assorbimento" alla temperatura stellare e alla composizione chimica, fornendo la base per i nostri modelli fisici attuali.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics con il titolo "Vincoli osservazionali sull'origine degli elementi. La composizione standard del sole", è riuscito quindi a risolvere quei dubbi scientifici che hanno assillato gli esperti per anni, rivisitando i modelli su cui si basano le stime spettrali della composizione chimica del Sole.

"Abbiamo scoperto che, secondo la nostra analisi, il sole contiene il 26% in più di elementi più pesanti dell'elio rispetto a quanto avevano dedotto studi precedenti", ha affermato la dott.ssa Ekaterina Magg, del Max Planck Institute for Astronomy.

"Inoltre, il valore dell'abbondanza di ossigeno era quasi il 15% in più rispetto agli studi precedenti. Nuovi valori che sono, tuttavia, in buon accordo con la composizione chimica dei meteoriti primitivi, che si pensa rappresentino la composizione chimica del primissimo sistema solare", ha aggiunto la dott.ssa Magg.

La dott.ssa Maria Bergemann, anche lei del Max Planck Institute, ha spiegato: "I nuovi modelli solari basati sulla nostra nuova composizione chimica sono più realistici che mai: producono un modello del sole che è coerente con tutte le informazioni che abbiamo sulla struttura attuale della nostra stella".

A proposito del Sole, chiudiamo con una curiosità. Sapete quanto impiegheremmo per raggiungere il Sole? Inoltre, vi consigliamo di ammirare le splendide immagini del Sole da vicino.

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