Cosa succede al corpo umano dopo una frenata a 1.000 km all'ora?

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Poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli esperti dell'aviazione si resero conto di dover studiare seriamente gli effetti della decelerazione sul corpo umano. Durante il secondo conflitto mondiale, infatti, i progettisti credevano che gli esseri umani potessero resistere solo a impatti a 18G.

Gli esperti, infatti, costruirono aerei adatti per arrivare - al massimo - a 18 G per un semplice motivo: perché costruire un aereo capace di resistere a 25G quando la persona all'interno sarebbe comunque morta? Senza contare che, ovviamente, il costo per un velivolo del genere sarebbe stato molto di più dello standard.

Un grande balzo in avanti da questo punto di vista venne fatto grazie al colonnello John Stapp, che dopo essersi studiato gli incidenti iniziò a credere che alcuni piloti fossero sopravvissuti a G più alti, mentre altri erano morti nell'impatto a G molto più bassi. Il motivo? Secondo Stapp era proprio il design delle imbracature e della cabina di pilotaggio a uccidere i piloti.

Per questo motivo, lui e il suo team decisero di testare in prima persona gli effetti di questa decelerazione sul corpo umano. Il colonello e la sua squadra costruirono una slitta capace di di resistere a 100G e utilizzarono un manichino. Grazie a questo manichino iniziarono a costruire imbracature sempre più ottimali e resistenti... ma restava un limite: si credeva ancora che gli esseri umani potessero resistere solo a impatti di 18G.

Per sfatare questo mito John Stapp si propose come cavia, così da testare in prima persona gli effetti dell'accelerazione di gravità sul corpo umano. L'uomo arrivò al culmine delle sperimentazioni a una velocità di 1.017 chilometri all'ora - pari a 20G - e, dopo aver frenato, subì sul suo corpo la bellezza di 46,2 G. Cosa successe al colonnello? Tutti i vasi sanguigni nei suoi bulbi oculari scoppiarono; la vista venne riacquistata solamente il giorno dopo e fece imparare una lezione molto importante agli ingegneri: l'essere umano è in grado di resistere a molto di più di 18 G.

A proposito: qual è, in realtà, la vera velocità della luce? Mentre questa sonda è diventata l'oggetto più veloce mai costruito dall'uomo.

FONTE: iflscience
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