Cosa succederebbe se i vulcani della Terra eruttassero tutti nello stesso momento?

Cosa succederebbe se i vulcani della Terra eruttassero tutti nello stesso momento?
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Tra le più grandi forze della natura, i vulcani sono spesso protagonisti di eruzioni spettacolari e sconcertanti. Molti di questi eruttano senza arrecare particolari danni a cose o persone, mentre altri sono spesso causa di severi disastri. Ma cosa succederebbe se tutti si attivassero allo stesso momento?

Per rispondere a questa domanda bisogna prima mettere in chiaro un aspetto fondamentale di un vulcano, e cioè che il loro numero è molto meno rilevante rispetto alla loro dimensione (e di conseguenza alla loro pericolosità).

Attualmente si contano circa 1.350-1500 vulcani in ​​tutto il pianeta, potenzialmente attivi. Tuttavia, non tutti effettivamente lo sono. Per essere definito realmente attivo un vulcano deve aver mostrato una qualche sorta di attività nei passati 10 mila anni, il che riduce di molto il numero appena citato.

Considerando questa nuova definizione il numero scende intorno ai 550 esemplari attivi sparsi in tutto il mondo, ognuno con la sua capacità e la sua pericolosità. Le eruzioni di un vulcano comunque si definiscono più precisamente con "l'indice di esplosività vulcanica" (VEI). Una scala logaritmica che indica quanto materiale viene lanciato in aria ad ogni eruzione.

Fin ad ora la più grande mai registrata è stata quella del Monte Tambora nel 1815, definita con un fattore VEI di 7. L'esplosione è stata udita a 2.600 km di distanza e più di 160 km cubici di materiale sono stato gettati nell'atmosfera. Si calcola che la sua sola attività abbia fatto precipitare le temperature nell'emisfero settentrionale di 0,5 °C per sei mesi, a causa della polvere che ha impedito il passaggio della radiazione solare. Non a caso l'anno successivo, il 1816, fu definito come Anno Senza Estate a causa degli scompensi climatici.

Questo piccolo resoconto ci dà un terrificante assaggio di quello che potrebbe succedere se tutti i vulcani del mondo all'improvviso decidessero di esplodere. Attualmente - dei 550 nominati prima - circa una trentina sono vulcani con fattore VEI 6 o 7, il che non lascia molti dubbi: si tratterebbe di un evento estintivo senza precedenti.

Oltre a contare gli innumerevoli danni a edifici, reti dei servizi e ai trasporti, il mondo cambierebbe completamente il suo aspetto, registrando una diminuzione totale delle temperature medie di almeno 15°C, senza contare le piogge acide che spesso seguono eruzioni violente. Sarebbe - senza mezzi termini - un esplosivo addio di quasi tutta la vita sulla Terra, umanità inclusa.

Per fortuna questa è un'ipotesi pressoché irrealizzabile: alla base delle eruzioni vulcaniche ci sono meccanismi di risalite di magma proveniente da sotto la crosta terrestre. Possiamo immaginare questo scenario come le bollicine frizzanti di una bevanda gassata: ogni bolla segue il suo corso e non può mai succedere che tutte le bolle, contemporaneamente, vengano a galla.

Rimanendo in tema, nel 2012 c'è stata la più grande eruzione sottomarina della storia.

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