Cosa fare se si trovano reperti archeologici o fossili? Ecco il sito che te lo spiega

Cosa fare se si trovano reperti archeologici o fossili? Ecco il sito che te lo spiega
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Portare alla luce reperti fossili e archeologici non è sempre un’attività che è possibile pianificare al meglio. Spesso, infatti, capita di imbattersi involontariamente in tracce di antiche specie e civiltà scomparse. In merito a questi improvvisi ritrovamenti, vi siete mai chiesti cosa fare se si trovano reperti archeologici e fossili?

Alcuni esempi recenti di ritrovamenti inaspettati hanno interessato il continente australiano. Un allevatore dell’entroterra del Queensland, Robert Gacon, durante l’ispezione quotidiana della sua proprietà, si è imbattuto in un teschio che ha scambiato per i resti di una mucca. In realtà si trattava della mascella di una creatura marina, simile a un coccodrillo, vissuta 100 milioni di anni fa, il Kronosaurus queenslandicus, il cui ritrovamento è stato attestato come la mandibola della specie più intatta mai ritrovata.

Poco dopo, alcuni operai edili impegnati nella costruzione della metropolitana di Sydney a Randwick hanno dissotterrato migliaia di frammenti di armi e utensili appartenenti alle popolazioni Bidjigal e Gadigal. Un recente studio, inoltre, ha portato alla luce un reperto romano che mostra prigionieri barbari divorati dai leoni.

Quindi, cosa fare se si trovano reperti archeologici o fossili?

Una studentessa dell’Università di Macquarie, Sally Hurst, sta provando a risolvere il dilemma, sviluppando un sito web, chiamato “Found a Fossil” per fornire informazioni alle persone sulla procedura da compiere e a quali istituzioni rivolgersi.

In merito allo sviluppo della piattaforma e alla sua utilità, Glenn Brock, professore che ha supervisionato il progetto, ha dichiarato che potrebbe essere uno strumento efficace per coinvolgere la popolazione australiana nel partecipare alla salvaguardia degli antichi reperti e alla loro valorizzazione scientifica.

"Migliora notevolmente le nostre possibilità che più scoperte finiscano nelle mani di scienziati che ne riconosceranno l'importanza” spiega Brock.

"C'è un enorme divario nella conoscenza e nell'informazione e quindi l'ho vista come un'opportunità per fare qualcosa" aggiunge Hurst e continuando "Sono appassionata di paleontologia, archeologia e anche un'entusiasta comunicatrice della scienza e questo progetto ha unito tutti i miei interessi".

Il progetto ha l’obiettivo di invogliare e incoraggiare i cittadini a diventare “archeologi amatoriali” e a partecipare attivamente al ritrovamento e all’acquisizione di dati sui reperti, come scattare foto, e registrare la posizione GPS, così da segnalare efficacemente la scoperta.

Il sito web, sviluppato da Hurst, permette di mettersi facilmente in contatto con le istituzioni scientifiche e di salvaguardia del patrimonio archeologico e culturale, per segnalare e donare le scoperte rinvenute agli enti museali preposti, permettendo addirittura di indentificare il fossile scoperto.

"La mia speranza è che questo progetto e le risorse del sito web contribuiscano alla protezione del patrimonio naturale e culturale dell'Australia per il futuro" conclude Hurst.

A proposito di reperti, sapete che aspetto ha una toilette di 2700 anni a Gerusalemme?

FONTE: Phys
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