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Si chiama Omniskin, ed è un materiale composto da fogli elastici caratterizzati dalla presenza di una serie di sensori ed attuatori che si fissano utilizzando delle cerniere o altri elementi che permettono di unirne più porzioni e, di fatto, possono rendere più umani i peluche.

Il tutto è stato creato la robottista di Yale, Rebecca Kramer-Bottiglio, che ne ha parlato in un articolo pubblicato la scorsa settimana su Science Robotics. Nell'articolo, la progettista mostra come il materiale possa essere utilizzato in varie manieri: per trasformare le braccia in un artiglio robotico in grado di afferrare gli oggetti, ma anche per costruire oggetti indipendenti e per l'abbigliamento.

Nei test è stato utilizzato su un grosso peluche gigante a forma di cavallo. Come si può vedere nel filmato presente in apertura la vera e propria pelle robotica è stata utilizzata per rendere dondolante un cavallino a giocattolo.

Il design è ispirato ad un progetto della NASA per lo spazio, ma chiaramente non è possibile costruirci un robot per Marte. L'Agenzia Spaziale Americana però già da tempo era alla ricerca di un nuova pelle morbida che potrebbe risultare utile nello spazio.

OmniSkin è leggero e riutilizzabile, il che potrebbe favorire l'utilizzo da parte degli astronauti che hanno bisogno di soluzioni versatili ed adattabili.

Secondo la ricercatori "i futuri astronauti in esplorazione su un altro pianeta grazie a questa pelle robotica potrebbero costruire rapidamente un robot avvolgendole attorno a qualsiasi tipo di materiale deformabile a cui hanno accesso, per agganciarci sopra una telecamera".

FONTE: The Verge
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Creata una pelle robotica che può rendere 'umani' i peluche, ecco come