Creato un nuovo materiale capace di imitare il funzionamento delle cellule dell'occhio

Creato un nuovo materiale capace di imitare il funzionamento delle cellule dell'occhio
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Un team di scienziati ha sviluppato uno speciale materiale che è stato modellato in modo da essere simile alla struttura dei neuroni che mediano la ricezione delle informazioni visive al cervello.

La creazione di macchine e super computer capaci di pensare come un essere umano è sempre stato uno dei traguardi che si è posto l’essere umano. Film e videogiochi hanno analizzato cosa potrebbe succedere se veramente si riuscirà, un giorno, a creare macchine che riescano a pensare e ad agire come noi esseri umani ma in maniera estremamente più potente e precisa. Benché tutto questo sia ancora lontano e fantascientifico, una nuova ricerca svolta dall'Università della Florida potrebbe averci avvicinato di un passo alla realizzazione di questo traguardo. Gli scienziati hanno, infatti, creato dei punti quantici di una materiale particolare chiamato perovskite (formato da titanato di calcio).

Questi ultimi, di dimensione nanometrica, sono sensibili alla luce e la struttura che li sorregge è formata da grafene. Queste piccolissime particelle, quando colpite da fotoni di luce, trasformano l’energia luminosa in energia elettrica che, successivamente, viene trasferita sul grafene. Le dimensioni di tutto questo sistema sono estremamente ridotte: siamo, infatti, nell'ordine di un decimo di millesimo di spessore di un capello umano. Come ci dicono gli esperti, questo potrebbe essere un primo passo per la creazione di computer definiti neuromorfi, che simulano cioè il comportamento e la struttura del sistema nervoso. Questo dispositivo, quindi, imita l’occhio umano e la struttura necessaria per riconoscere l’immagine immediatamente.

E sono sempre gli autori della ricerca a indicare uno dei possibili scenari per cui tutto ciò potrebbe trovare campo fertile: ci dicono, infatti, che questo sistema potrà permettere, per esempio, ad un drone impegnato in una missione di soccorso all'interno di un ambiente alpino montagnoso, di volare in maniera del tutto autonoma, senza guida remota, rendendolo capace non solo di volare in sicurezza, ma di riconoscere, anche, eventuali escursionisti in pericolo. Ma questa scoperta, per il momento, è stata testata, con successo, in esperimenti di riconoscimento facciale. Ed infatti il dispositivo è stato in grado di riconoscere il volto di quattro persone diverse partendo dai loro dipinti.

FONTE: Phys Org
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