Creato il primo raggio di vortice atomico: ha proprietà misteriose

Creato il primo raggio di vortice atomico: ha proprietà misteriose
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Un gruppo di ricercatori ha creato il primo raggio di vortice atomico, un tornado vorticoso di atomi e molecole con proprietà misteriose che devono essere ancora comprese.

In tal senso, i fisici coinvolti nel progetto si sono avvalsi di un raggio di atomi di elio, che “sbattendo” contro una speciale grata con minuscole fessure ha trasformato lo stesso raggio in un vortice. La rotazione del raggio, dovuta alle contro intuitive proprietà della meccanica quantistica, prende il nome di momento angolare orbitale e i ricercatori credono che questo fenomeno possa generare una dimensione supplementare di magnetismo allo stesso raggio. Inoltre, il momento angolare orbitale potrebbe avere altri effetti imprevedibili dovuti alla diversa velocità di rotazione degli elettroni rispetto ai nuclei atomici nel vortice a spirale.

A tal proposito, Yair Segev, fisico dell'Università della California e coautore dello studio ha affermato: “C’è la possibilità che questo fenomeno possa cambiare il momento magnetico dell'atomo, o il magnetismo intrinseco di una particella che la fa agire come un minuscolo magnete a barra”.
Questo risultato potrebbe, secondo la legge dell’induzione magnetica di Michael Faraday, produrre diverse tipologie di effetti magnetici, come per esempio momenti magnetici che puntano attraverso il centro del raggio e fuori dagli atomi stessi. Infatti, secondo la meccanica quantistica, gli atomi possono comportarsi sia come particelle che come minuscole onde, giustificando l’andamento vorticoso del raggio di atomi di elio. Nel prossimo futuro i ricercatori sono intenzionati a “frantumare” fasci di elementi diversi rispetto all’elio, per osservare il loro comportamento.

Nel caso in cui il rispettivo raggio rotante agisse effettivamente in modo diverso, potrebbe diventare un candidato ideale per una nuova tipologia di microscopio in grado di scrutare dettagli sconosciuti a livello subatomico. Per concludere Sagev ha affermato: “Penso che, come spesso accade nella scienza, non sia un salto di capacità che porta a qualcosa di nuovo, ma piuttosto un cambiamento di prospettiva”.

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