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Un team di ricerca che lavora in collaborazione con i centri di calcolo quantistico di Google potrebbe aver creato il primo “cristallo temporale” generando quindi una fase completamente nuova della materia.

Per comprendere questa affermazione è utile chiarire il concetto di “cristallo temporale” che risulta essere un nuovo stato della materia, indenne dalla prima legge della termodinamica e quindi dal principio dell'equilibrio termico.

Nel concreto si può esemplificare come un sistema che si modifica costantemente nel tempo ma torna sempre nella configurazione iniziale alla fine di un periodo, “ribaltando” la tendenza dell’universo all’entropia (il movimento verso il cambiamento) in quanto attraverso il controintuitivo fenomeno quantistico gli atomi che compongono il “cristallo del tempo” sarebbero costantemente in un processo di movimento “avanti” e “indietro” tra due diverse configurazioni per non giungere mai a una reale modifica.

La cosa strabiliante è che questo “astratto” processo non richiede dispersione o utilizzo di energia, rendendo virtualmente possibile il concetto del moto perpetuo. Il metodo sperimentale per lo studio di questi ancora ipotetici cristalli si è avvalso dell’uso del computer quantistico di Google, “Sycamore”, del quale si sono utilizzati 20 dei suoi Qubit, ognuno dei quali può mantenere due stati contemporaneamente assecondando le leggi della meccanica quantistica, e quindi il conseguente rilevamento del consumo di energia per il cambio di spin degli atomi che compongono un cristallo.

E’ bene chiarire che la ricerca in oggetto rimane un “preprint”, cioè un documento accademico ancora da sottoporre a revisione paritaria e pubblicazione completa, e quindi assolutamente privo di fondamenta affidabili. Tuttavia quello che Google ha fatto è potenzialmente la dimostrazione che gli esseri umani sono in grado di creare cristalli temporali, come gli stessi ricercatori affermano: “Questi risultati stabiliscono un approccio scalabile per studiare le fasi di non equilibrio della materia sugli attuali processori quantistici“. Se riuscissimo effettivamente a produrre questi cristalli del tempo, l’informatica quantistica raggiungerebbe uno stato definibile come “coerenza quantistica”, rendendo "immune" la coerenza della funzione d'onda quantistica dall'ambiente esterno, e producendo una capacità di elaborazione dei computer che potrebbe essere utilizzata per lo sviluppo di nuove tecnologie "fantascientifiche".

FONTE: slashgear
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