Cuccioli di antichi elefanti giocavano sotto lo sguardo vigile dei cacciatori Neanderthal

Cuccioli di antichi elefanti giocavano sotto lo sguardo vigile dei cacciatori Neanderthal
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La società degli elefanti è di tipo matriarcale e prevede la convivenza di una femmina adulta ed altre più giovani, seguite da una schiera di cuccioli che giocano e si rotolano nel fango. Un “asilo nido” di 100.000 anni fa mostra che il gioco era comune anche in antiche specie di elefanti, i cui piccoli erano preda dei cacciatori Neanderthal.

La squadra di paleontologi, guidati da Carlos Neto de Carvalho, geologo e autore principale dello studio, ha rinvenuto una moltitudine di impronte fossili, appartenenti ad adulti ed elefantini di età compresa tra quella neonatale al periodo adolescenziale.

I reperti sono stati scoperti nel sito di di Matalascañas a Huelva, nella penisola iberica, e constano di 34 serie di tracce di un parente estinto degli elefanti moderni, il Paleoloxodon antiquus, meglio noto come elefante dalle zanne dritte.

Dall’analisi della profondità della impronte e il successivo calcolo dei dati biometrici, è stato possibile stimare le dimensioni di questa specie di pachidermi. La specie in esame poteva raggiungere i 4 metri alla spalla e pesava fino a 15 tonnellate, dimensioni che lo rendono una delle più grandi specie di elefanti mai esistite. I cuccioli erano di piccole dimensioni, arrivando ad appena 60 cm alla spalla e ad un peso di appena 70 Kg.

Nel sito, pur essendo state trovate una grande varietà di tracce, la maggior parte appartenevano ad esemplari giovani e diverse femmine adulte. Da ciò i ricercatori hanno ipotizzato che potrebbe trattarsi di una sorta di “asilo nido”, dove le femmine giungevano per riprodursi ed accudire la prole.

Questa ipotesi spiegherebbe anche la compresenza di impronte di Neanderthal, i cui cacciatori frequentavano la zona. Sembra fossero consapevoli della presenza di cuccioli e quindi di prede più semplici da cacciare. Si appostavano nella zona e cacciavano i piccoli o approfittavano di cuccioli nati morti e delle carcasse delle femmine che non sopravvivevano al parto.

Questa specie, inoltre, sembra mostrare la medesima struttura sociale di tipo matriarcale, attuata dagli elefanti moderni. In questo scenario le femmine adulte si associano tra di loro e badano ai piccoli, mentre i maschi, raggiunti i 15 anni, lasciano il gruppo. Di solito protendono per una vita solitaria, facendo ritorno solo per l’accoppiamento.

Il sito di Matalascanas, migliaia di anni orsono, era un ambiente ideale per la specie, ricco di vegetazione e di bacini idrici, permettendo un approvvigionamento alimentare molto efficace. D’altro canto, dalle impronte di Neanderthal e gli utensili ritrovati nel sito, appare che l’antica specie umana (ormai nota per essere costituita da abili artigiani e costruttori di armi) avesse imparato ad approfittare della situazione, procacciando facilmente i piccoli e utilizzando l’asilo come abbondante approvvigionamento proteico.

E sapevate che in Sicilia migliaia di anni fa esistevano elefanti nani?

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