Da dove deriva l'espressione "finire in vacca"? Non è come pensate

Da dove deriva l'espressione 'finire in vacca'? Non è come pensate
di

Il modo di dire finire in vacca, che significa fallire, non deriva dall'omonimo animale, ma dai bachi da seta. Il termine "vacca", in questo caso, si riferisce a un gonfiore anomalo del baco quando si ammala di giallume, diventando flaccido e smettendo di fare il bozzolo.

Il detto è usato in italiano per indicare qualcosa che finisce per guastarsi, deteriorarsi, un progetto che non si concretizza, o ancora una deriva rovinosa di una situazione inizialmente sotto controllo. Si tratta di un modo di dire, però, che non deriva dal gergo dei pastori e non ha nulla a che fare con il ruminante, un po' come il detto piangere come un vitello. Fa parte invece del linguaggio degli allevatori di bachi da seta, che definiscono "vacca" il baco ammalato, inutilizzabile poiché non produce alcun bozzolo, e che diventa gonfio e di un colore giallastro.
Esiste comunque una serie di modi di dire che derivano invece direttamente dalla vacca: per esempio, il "tempo di vacche grasse", che deriva da un racconto biblico (un faraone che sognò sette vacche grasse divorate da sette vacche magre, e il sogno era da interpretarsi come sette anni di abbondanza seguiti da altri sette di carestia) indica un periodo di abbondanza, mentre "vacche magre" esprime naturalmente il contrario; oppure, "stare in ventre di vacca" si usa per definire una situazione di comodità, in cui si è protetti e al sicuro, proprio come il vitellino prima di nascere.

Quanto è interessante?
5