Il deserto arabico, nel corso dei millenni, è stato trasformato in un luogo ospitale

Il deserto arabico, nel corso dei millenni, è stato trasformato in un luogo ospitale
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Mentre il cambiamento climatico è una pericolosa costante dei nostri tempi, i ricercatori stanno osservando il passato per capire gli effetti di questo riscaldamento nei tempi antecedenti al nostro. Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Nature, ha quindi rivelato diverse migrazioni umane in Arabia negli ultimi 400.000 anni.

Queste migrazioni - almeno cinque - sono state guidate dal cambiamento climatico che ha portato a un aumento delle precipitazioni sulla penisola arabica che collega l'Africa e l'Eurasia. Gli esperti hanno scavato un sito che un tempo ospitava un lago nel deserto di Nefud, nel nord dell'Arabia Saudita. Qui gli archeologi hanno scoperto collezioni di strumenti in pietra e fossili di animali.

Dopo averli esaminati, questi oggetti hanno mostrato diversi modelli migratori in centinaia di migliaia di anni. "L'Arabia è stata a lungo vista come un luogo piuttosto vuoto in passato", ha dichiarato l'archeologo Huw Groucutt, dell'Istituto Max Planck in Germania. "Il nostro lavoro dimostra che sappiamo ancora così poco sull'evoluzione umana in vaste aree del mondo e ci mostra che abbiamo da scoprire ancora molte sorprese lì fuori".

Alcuni dei manufatti recuperati rappresentano la più antica occupazione di ominidi in Arabia. Le migrazioni possono essere divise in due gruppi: quelli con tecnologia acheuleana e quelli con tecnologia del Paleolitico. La prima è caratterizzata da strumenti semplici, come asce, mentre la seconda da strumenti più complessi, come asce a mannaie più avanzate.

L'attività migratoria risale a 400mila, 300mila, 200mila, 130mila-75mila e 55 mila anni fa, quando il deserto si trasformò in prateria grazie all'arrivo di piogge più regolari. Queste scoperte, riferiscono gli autori dello studio, ci suggeriscono che l'Arabia sia stata colonizzata da una serie diversificata di ominidi.

Fino 10 anni fa si sapeva molto poco nella penisola arabica oltre gli ultimi diecimila anni, ma questi nuovi studi gettano luce su un passato sconosciuto.

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