Di Maio: "la tv tradizionale è finita. Investiamo nella banda larga, per Netflix italiana"

Di Maio: 'la tv tradizionale è finita. Investiamo nella banda larga, per Netflix italiana'
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Nell'ultimo post pubblicato sul Blog delle Stelle, il vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, si è concentrato sul settore televisivo e sulla televisione tradizionale, che secondo l'esponente del Movimento Cinque Stelle, sarebbe ormai agli sgoccioli. Di Maio ha sottolineato nuovamente l'importanza della banda larga.

"Il consumo di programmi tradizionali cala, come la pubblicità. Rai e Mediaset si interroghino, sviluppare piattaforme italiane con successo mondiale darebbe un ritorno incredibile. Voglio dare opportunità alle giovani imprese che si occupano della creazione di format e contenuti multimediali, a quelle che realizzano applicazioni e inventano nuove tecnologie" sostiene Di Maio, secondo cui è tempo che l'Italia segua la falsariga di quanto fatto all'estero, iniziando ad anticipare il futuro e ad effettuare investimenti verso le nuove tecnologie piuttosto che quelle vecchie.

Per Di Maio, il 5G è fondamentale, così come la banda larga, ma anche "incentivare la fornitura di quei servizi che possono essere di supporto alle piattaforme di oggi e nel medio e lungo periodo investire in nuovi modelli di business e nuove tecnologie per sviluppare a casa nostra le piattaforme del futuro”. Nel post, intitolato le tv tradizionali hanno i giorni contati, ma la prossima Netflix può essere italiana, Di Maio invita le grosse aziende come RAI e Mediaset a interrogarsi su come sviluppare piattaforme made in Italy in grado di avere un successo mondiale, cosa che garantirebbe "un ritorno incredibile su tantissimi fronti".

Non mancano anche le rivendicazioni dal punto di vista politico. Di Maio rivendica come “noi del MoVimento è da anni che diciamo che con l’avvento della Rete sarebbe cambiato tutto e i media tradizionali ne avrebbero fatto le spese”. Il leader dei Pentastellati sottolinea come "venerdì Morgan Stanley ha pubblicato un report sul futuro della televisione con dati inequivocabili: in Italia al momento Netflix ha una penetrazione stimata attorno al 6%, ma cresce a un ritmo del 3% l’anno e quindi raggiungerà il 20% in 5 anni. Quello sarà il punto di non ritorno che in America ha coinciso con il declino del consumo della tv tradizionale“. Secondo Di Maio, una volta che Netflix entra in una casa, provoca un calo fisiologico del consumo di tv tradizionale, che si attesta tra il 16 ed il 30 per cento, facendo calare anche le entrate generate dalle pubblicità.

Dinanzi a questo scenario, il ministro sostiene che "è tempo che in Italia si inizi ad anticipare il futuro e a fare investimenti” nella banda larga, che può incentivare la fornitura di quei servizi che dovrebbero fare da supporto a tutte le piattaforme, perchè “se la prossima Netflix sarà italiana dipende dagli investimenti che facciamo oggi. Penso a dare un’opportunità alle giovani imprese che si occupano della creazione di nuovi format e di contenuti multimediali, a quelle che realizzano applicazioni in questo settore, a quelle che inventano da zero nuove tecnologie. In definitiva a stimolare creatività e competenze tecnologiche in questi ambiti”.

Non mancano gli appelli: il primo è rivolto alla RAI, che dovrebbe "interrompere il processo di lottizzazione", e poi al Biscione, che ormai da tempo sta puntando a diventare partner di una pay tv europea.

FONTE: Il Fatto
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