La dieta chetogenica funziona meglio a piccole dosi, afferma uno studio

La dieta chetogenica funziona meglio a piccole dosi, afferma uno studio
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Secondo uno studio condotto sui topi da alcuni ricercatori di Yale, la dieta chetogenica, un tipo di dieta in cui si consumano prevalentemente proteine e grassi riducendo drasticamente i carboidrati, sembra funzionare al meglio in piccole dosi. Dopo circa una settimana, infatti, sono stati osservati effetti negativi.

I risultati offrono indicazioni precoci sul fatto che la dieta chetogenica potrebbe, in periodi di tempo limitati, migliorare la salute umana riducendo il rischio di diabete e infiammazione. Questi, rappresentano anche un importante primo passo verso possibili studi clinici sull'uomo. Nello studio, pubblicato il 20 gennaio sulla rivista Nature Metabolism, i ricercatori hanno scoperto che gli effetti positivi e negativi della dieta si hanno nelle "cellule T gamma delta", cellule protettive dei tessuti che riducono il rischio di diabete e infiammazione.

Una dieta chetogenica induce il corpo a bruciare i grassi, afferma l'autore principale Vishwa Deep Dixit della Yale School of Medicine. Quando il livello di glucosio viene ridotto a causa del basso contenuto di carboidrati ingeriti, il corpo si comporta come se fosse in uno stato di fame e inizia a bruciare grassi invece che carboidrati. Questo processo a sua volta produce sostanze chimiche chiamate "corpi chetonici", come fonte alternativa di combustibile. Quando il corpo brucia i corpi chetonici, le cellule T delta delta protettive dei tessuti si espandono in tutto il corpo. Ciò riduce il rischio di diabete e infiammazione e migliora il metabolismo, afferma Dixit.

Dopo una settimana di chetogenica, però, i topi hanno iniziato a mostrare una riduzione dei livelli di zucchero nel sangue e infiammazione. Gli animali che hanno continuato a seguire una dieta ricca di grassi ma povera di carboidrati per più di una settimana, consumavano un quantitativo di grassi sempre più grande, più di quanto ne potevano bruciare, ciò favorisce diabete ed obesità. "Perdendo le cellule T delta delta protettive nel grasso", dichiara Dixit.

Sono ancora necessari studi clinici a lungo termine sull'uomo per convalidare le affermazioni dei benefici per la salute su questo tipo di dieta. "Prima di poter prescrivere una dieta di questo tipo, è necessario un ampio studio clinico in condizioni controllate per comprendere il meccanismo alla base dei benefici metabolici e immunologici o di qualsiasi danno potenziale per le persone in sovrappeso e pre-diabetiche", afferma l'uomo.

"I nostri risultati evidenziano l'interazione tra il metabolismo e il sistema immunitario e il modo in cui coordina il mantenimento della funzione dei tessuti sani", dichiara Emily Goldberg, ricercatrice post-dottorato in medicina comparativa.

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