Diritti TV Serie A, ora Mediapro è sorpresa e preoccupata dopo lo stop del bando

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Nella giornata di ieri Sky ha ottenuto la sospensione del bando di Mediapro relativo all'assegnazione dei diritti tv per il periodo 2018-2021, a pochi mesi dalla nuova stagione calcistica italiana.

Secondo quanto riportato da ADNkronos, "l'unico che è stato danneggiato" dal provvidimento è il calcio italiano. "Non crediamo che situazione come queste siano buone per la sua immagine e stabilità" afferma Mediapro.

Tuttavia, lo stato d'animo che aleggia tra la società spagnola è di "sorpresa e preoccupazione" per i futuri scenari, soprattutto alla luce di quanto fatto nelle ultime settimane, quando il clima sembrava essersi disteso dopo i vari incontri tenuti con i broadcaster, ma soprattutto dopo l'apertura mostrata verso gli operatori per pubblicare un bando di gara "più equilibrato possibile, nell'ottica di offrire chiavi in mano il prodotto per incentivare l'ingresso nel mercato di nuove piattaforme e quindi aprire ed offrire al consumatore una pluralità di scelta, in una fase in cui tale pluralità rischia di essere molto bassa".

Questo sarebbe stato dimostrato anche dalle "richieste di chiarimento da parte di operatori fino ad oggi lontani dal prodotto serie A". I diritti televisivi della Serie A "sono un asset strategico non solo per Mediapro ma sopratutto per la digitalizzazione dell'intero sistema Paese Italia".

Preoccupazione emerge anche dai principali interessati, i club di Serie A, che ancora non sanno dove saranno trasmesse le partite dal prossimo mese di Agosto. La società iberica però sottolinea ancora una volta come sia pronta ad offrire tutte le garanzie bancarie dovute.

Nella serata di ieri è arrivata anche una nota della Lega Serie A, secondo cui "è interesse generale del calcio e dei suoi appassionati, in considerazione dei valori economici e anche sociali in gioco, una definizione rapida di qualsivoglia controversia fra le parti".

Sky contesta principalmente i minimi d'asta che sono stati tenuti segreti dalla compagnia, ed i pacchetti comprensivi di eventi da 270 minuti e tutta la parte editoriale (compresa telecronaca, interviste e pubblicità). Secondo i legali della società di Murdoch, questo aspetto rende Mediapro non più un intermediario ma un attore al pari degli operatori della comunicazione. "Il bando di Mediapro solleva così tante perplessità da rendere necessario verificarne la legalità prima di presentare importanti offerte" si legge nella nota di ieri, che ha aperto un altro fronte.

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