La discriminazione sui social può portare a una depressione accentuata

La discriminazione sui social può portare a una depressione accentuata
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I social network sono delle piattaforme considerabili come “armi a doppio taglio”: sebbene permettano un dialogo continuo con amici, parenti, datori di lavoro e realtà in ogni parte del mondo, sono anche potenzialmente dannosi per gli utenti e in grado di far insorgere ansia e depressione a causa di cyberbullismo e discriminazione.

Secondo uno studio condotto dai ricercatori del Robert Stempel College of Public Health & Social Work della Florida International University e pubblicato dal professore associato Miguel Ángel Cano nel Journal of Clinical Psychology, l'esposizione alla discriminazione sui social media è associata a sintomi più elevati di depressione e ansia, specialmente quando si tratta di discriminazione etnica e dei giovani maschi ispanici. La scelta di questo specifico gruppo è data dal fatto che negli Stati Uniti gli ispanici costituiscono la fetta principale d’utenza su Facebook.

Per scoprirlo, il team di esperti ha chiesto a 200 giovani adulti ispanici tra i 18 e i 25 anni – metà provenienti dalla contea di Miami-Dade in Florida e metà dalla contea di Maricopa, in Arizona – quali sono le loro sensazioni dopo l’esposizione a post sui social media come foto, meme o video che includono discriminazioni etniche. Il risultato? La maggior parte di essi ha percepito livelli più alti di ansia, tristezza o addirittura una depressione accentuata.

Come spiegato da Cano, “Sorprendentemente, ci sono molte ricerche sul cyberbullismo e sui social media, ma in realtà non c'era uno studio approfondito che esaminasse come l'esposizione alla discriminazione etnica sui social media influisce sulla salute mentale. Quando i partecipanti sono stati esposti alla discriminazione etnica direttamente sui social media, o indirettamente sulla pagina dei social media di un amico, si è scoperto che questo fenomeno aveva effetti negativi sulla loro salute mentale. Un video virale o un meme potrebbe non essere sempre diretto a te, ma quando vedi qualcuno discutere pubblicamente del tuo gruppo sociale o etnico in modo negativo o dispregiativo, purtroppo può avere un impatto negativo sulla salute mentale”.

Un dettaglio da non sottovalutare è che gli uomini che hanno preso parte allo studio sono stati colpiti in maniera più negativa rispetto alle donne: nonostante la quantità di esposizione al materiale discriminatorio fosse stata pressoché identica, gli uomini sarebbero stati esposti a una discriminazione molto più accentuata causando così ansia o depressione a livelli più elevati.

Secondo Cano, questo fenomeno è dovuto dal fatto che gli uomini sono più probabilmente esposti a forme particolarmente eclatanti di contenuti razzisti o discriminatori, minacciando così il loro status sociale e come vengono percepiti dalla comunità. Per chiarire il tutto, però, serviranno ulteriori studi sull’argomento anche per comprendere se questa correlazione particolare tra depressione e discriminazione o cyberbullismo sui social media sussiste anche in altri casi.

A proposito di social media e depressione, passare tanto tempo allo smartphone non costituisce un danno alla salute mentale; o ancora, la depressione è misurabile anche osservando la dilatazione delle pupille.

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