Il tanto discusso Costantino, il primo imperatore di Roma cristiano

Il tanto discusso Costantino, il primo imperatore di Roma cristiano
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L'imperatore Costantino (274-337 d.C.) è l'unico nella storia dell'Impero romano a prendere l'epiteto "Il Vincitore". La sua storia è ricca di elementi che lo elevano ad uno dei più memorabili sovrani nell'intera Europa antica, ma Umberto Eco, in una conversazione privata con il giovane Alessandro Barbero, lo definì "figlio di puttana". Perché?

Di certo l'esclamazione del maestro era ironica, ma non casuale. Molti storici cristiani, soprattutto dell'età tardo-antica, hanno sempre ritratto Costantino come un uomo intelligente e caritatevole. Tuttavia, come mostrano studi moderni, la realtà era ben diversa.

Il primo imperatore cristiano nacque dall'unione del noto generale Costanzo Cloro ed Elena di Drepana.

Il padre di Costantino, divenuto Cesare d'Occidente nella tetrarchia di Diocleziano, trasmise tutte le sue conoscenze al figlio. Conquistato il titolo di augusto, però, la sua attenzione si spostò verso l'invasione della Britannia.

Costantino lo supportò, ma nella battaglia di Eboracum (l'odierna York), nel 303, il padre venne ucciso. Il suo successore, Flavio Severo, non fu accettato dalla truppe. Al suo posto, venne proclamato augusto d'Occidente Costantino, che aveva già dato prova della propria forza proteggendo la Gallia dall'invasione dei Franchi.

La scelta dell'esercito mise in discussione l'intero sistema di potere. Galerio, l'allora unico augusto legittimo rimasto in carica, decise di abbassare il neo-eletto di rango e nominarlo come cesare, mentre il titolo di augusto sarebbe stato restituito a Flavio Severo.

Con l'inizio della guerra civile italiana, avviata da Massenzio nel 306, Liciano Licinio, alla morte di Galerio, venne nominato augusto. Tuttavia, anche Costantino si diede quel titolo.

I due misero da parte la loro rivalità e le brutali truppe mercenarie del figlio di Costanzo cominciarono a marciare verso l'Italia.

Arrivata la battaglia di Ponte Milvio, Costantino, con dietro una scia di sangue nemico e non, vide una croce in cielo con la celebre frase "In hoc signo vinces". Quel segnale, interpretato come presagio di vittoria contro Massenzio, si realizzò e da quel momento l'Augusto d'occidente si avvicinò al cristianesimo.

L'unico nemico da affrontare, per diventare imperatore assoluto, rimase Licinio. A Nicomedia i due emanarono, come una sorta di trattato di pace, il famoso, e impropriamente detto, "Editto di Milano", con cui si sanciva la libertà di culto in tutto l'impero e la fine delle persecuzioni contro i cristiani.

Tuttavia, la serenità durò ben poco. L'anno successivo iniziarono una serie di scontri che portarono, al 324, alla sconfitta di Licinio. Dopo essersi assicurato che il nemico venisse arrestato e giustiziato, Costantino divenne l'unico imperatore.

Il nuovo sovrano, ben consapevole del destino della maggioranza degli imperatori (la morte violenta), cominciò ad essere sospettoso di tutti coloro che lo circondavano. Nel 326 iniziò a far uccidere:

  • l figlio primogenito, Crispo, accusato di aver avuto una presunta relazione con la seconda moglie di Costantino, Fausta.
  • Il nipote, nonché figlio di sua sorella Costanza e Licinio, Liciniano
  • La seconda moglie Fausta, morta per "circostanze misteriose" un anno dopo Crispo

Il "figlio di puttana", come descritto da Eco, si convertì al cristianesimo non perché credeva nei dogmi di quel culto, ma perché voleva in qualche modo giustificare i terribili crimini che aveva commesso. Questa visione viene confermata anche nello scritto "I Cesari", di Giuliano l'Apostata (Spoiler: il successore di Costantino).

Dalla riforma del conio a quella amministrativa, passando a quella del Senato fino a riforma militare, Costantino fu sicuramente uno stratega capace di ridare vitalità ad un impero che si trovava in evidente declino.

FONTE: BBC Extra
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