Un dispositivo risponderà alle domande esistenziali della vita: la risposta sarà 42?

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Il VELO, o Localizzatore di Vertici, è un innovativo dispositivo sviluppato dalla collaborazione di diversi centri di ricerca che verrà presto installato presso il CERN nell'ambito dell'esperimento Large Hadron Collider beauty (LHCb). Avrà l'obiettivo di rispondere alle ultime domande esistenziali sulla vita e sull'universo.

Potrebbe sembrare la trama di "Guida galattica per gli autostoppisti" di Douglas Adams, dove il supercomputer chiamato Pensiero Profondo, dopo un calcolo durato sette milioni e mezzo di anni, risponde alla domanda fondamentale "sulla vita, l'universo e tutto quanto" con un ambiguo "42".

Eppure è tutto vero, il VELO (questo il nome del dispositivo), dopo essere stato assemblato presso l'Università di Liverpool, è ora pronto per completare la prima tappa del suo viaggio verso la scoperta di alcuni dei misteri più duraturi dell'universo, nella speranza che non impieghi tutti gli anni che sono serviti al congegno frutto della fantasia di Adams.

Una volta installato presso il CERN di Ginevra sarà infatti pronto per l'acquisizione dei dati e tenterà di rispondere ad alcune delle domande fondamentali come: Perché l'universo esiste? Perché è fatto di materia? Cos'altro c'è là fuori?

Il nuovo rivelatore, che andrà a sostituire un vecchio modello, sarà utilizzato per studiare le sottili differenze tra le particelle subatomiche di materia ed antimateria. Compreso particelle esotiche contenenti quark, note anche come mesoni B e D, che verranno prodotte durante le collisioni all'interno del Large Hadron Collider (LHC).

Queste però sono particelle molto difficili da studiare poiché molto instabili, decadendo dall'esistenza in una frazione infinitesimale di secondo e trasformandosi in qualcos'altro. Gli scienziati ritengono che, studiando questi diversi decadimenti e le loro proprietà, i dati di VELO aiuteranno LHCb a rivelare le forze fondamentali della natura e le sue simmetrie.

Già con il precedente modello gli scienziati erano stati in grado di scoprire nuovi stati della materia, le differenze tra materia ed antimateria e la prima indicazione di un comportamento ancora inspiegabile nel decadimento dei quark.

Non c'è quindi da meravigliarsi se ora, la migliorata sensibilità del nuovo modello di VELO gli consentirà di effettuare misurazioni incredibilmente precise delle particelle mentre decadono, catturando questi momenti con dettagli senza precedenti.

Non resta quindi che attendere i risultati, nella speranza che la risposta non sia un paradossale "Quarantadue!".

A proposito del CERN, sapete che recentemente il più grande acceleratore di particelle ha segnato un nuovo record? Inoltre, sempre al CERN sono state rilevate le prime tracce di neutrini nell'LHC.

FONTE: Phys.org
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