Un distanziamento sociale adeguato avrebbe potuto evitare il 90% dei decessi negli USA

Un distanziamento sociale adeguato avrebbe potuto evitare il 90% dei decessi negli USA
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Negli Stati Uniti, la Casa Bianca ha iniziato a pubblicare linee guida sul distanziamento sociale il 16 marzo, più di due settimane dopo il primo decesso a causa di COVID-19. Secondo due esperti epidemiologi, Britta L. Jewell e Nicholas P. Jewell, il 90% delle morti attuali per coronavirus negli USA potevano essere evitate.

In che modo? Se il distanziamento sociale fosse iniziato il 2 marzo. Tale metodo, infatti, in molti paesi del mondo è diventato la norma. Tuttavia, secondo gli esperti non è la risposta definitiva alla lotta contro il coronavirus, ma solo uno strumento per guadagnare più tempo mentre vengono studiati e sviluppati nuovi trattamenti e vaccini.

Grazie a queste misure preventive, però, si può fare la differenza tra la vita e la morte su vasta scala. Se le misure di distanziamento sociale fossero state attuate il 9 marzo negli USA, ovvero una settimana prima, tale mossa avrebbe ridotto il bilancio delle vittime di circa il 60%, secondo quanto dichiarato. A New York City, il sito del più grande focolaio del paese, i decessi sarebbero potuti diminuire dal 50% all'80% se il 22 marzo fossero stati attuati gli ordini di domicilio.

Pochi giorni di differenza possono essere quindi vitali: e ce lo dimostrano i dati del Kentucky e del Tennessee, che hanno messo in atto misure di sicurezza a pochi giorni di distanza. Le azioni del Kentucky hanno prevenuto più morti rispetto al Tennesse, che ha attuato le misure corrette in meno di una settimana di tempo. "Qualunque sia il bilancio delle vittime finale negli Stati Uniti, il costo dell'attesa sarà enorme, una tragica conseguenza della diffusione esponenziale del virus all'inizio dell'epidemia", scrivono infine nel loro articolo.

Al momento della stesura di questa notizia negli Stati Uniti ci sono 826.040 positivi e 45.365 decessi.

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