Dobbiamo la nostra intelligenza ai funghi psichedelici? La "teoria della scimmia drogata"

Dobbiamo la nostra intelligenza ai funghi psichedelici? La 'teoria della scimmia drogata'
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Esiste una teoria chiamata "la teoria della scimmia drogata" che suggerisce come il consumo di funghi psichedelici abbia spinto i nostri antenati del mondo della pietra verso l'espansione mentale a cui oggi dobbiamo la nostra intelligenza. Azzardato, vero?

É recentemente apparso sulla rivista Frontiers in Psuchology l'articolo che argomenterebbe questa teoria, a cura di José Manuel Rodriguez, un ricercatore indipendente, e del dottor Michael Winkleman dall'Arizona State University.

Nel documento leggiamo che "l'evoluzione degli ominidi si è riverificata in un paesaggio ambientale in continua evoluzione che, talvolta in rapido cambiamento, ha comportato l'avanzamento psicologico in una nicchia socio-sognitiva".

Significa semplicemente che il contesto di sopravvivenza potrebbe aver motivato la necessità di maggiore intelligenza nei nostri antichi antenati, in vista di nuove comunicazioni cooperative e del bisogno di apprendimento sociale.

Biologicamente parlando, secondo gli autori dello studio il meccanismo sarebbe avvenuto grazie al lavoro della serotonina, un neurotrasmettitore creato dall'aminoacido troptofano. Gli esseri umani non sono in grado di produrre l'aminoacido, quindi l'unico modo per ingerirlo proverrebbe dai funghi psichedelici.

Ma cosa avranno portato questi ricercatori a favore della precedente tesi? Studi. Recentemente si è parlato di come gli psichedelici possano aiutare contro la depressione grazie alla loro capacità di attivare i recettori della serotonina migliorando la plasticità neurale, come l'hayauasca che aiuta i soldati con PTSD.

Maggiore plasticità mentale comporta nuove modalità di riflessione, migliorando molti aspetti della psiche contemporaneamente.

Non finisce mica qui perché gli autori entrano nel dettaglio proponendo questa non così improbabile idea di ominidi euforici, di buon umore, che condividono risate e generano interazioni sociali simili, forse per la prima volta nella storia.

Si sarebbero infatti sviluppate anche le arti, come la narrazione, la musica, la pittura. Ciò potrebbe verosimilmente aver creato determinate tendenze verso la coesione e il gruppo, che oltre ad offrire intrattenimento aiutava nella sopravvivenza.

Fino ad ora non abbiamo detto niente di assurdo ma cosa ne pensa invece la comunità scientifica a riguardo?

La verità è che non ci sono prove solide o inconfutabili sull'uso delle sostanze psichedelici nei primi ominidi. "I nostri antenati hanno inevitabilmente incontrato e probabilmente ingerito funghi psichedelici nel corso della loro storia evolutiva" insistono però gli autori.

Si riferiscono infatti ad alcune testimonianze archeologiche che spiegano come svariati tipi di funghi fossero presenti abbondantemente nelle diete delle prime pseudo-società rurali. Quello che non si può dire con certezza è che tra questi ve ne fossero di psichedelici ed è francamente improbabile riuscire a provare qualcosa del genere.

Riconoscendo con modestia la cosa, Rodriguez e Winkleman hanno comunque dichiarato che "gli effetti degli psichedelici nel migliorare la socialità, l'immaginazione, l'eloquenza e la suggestionabilità possono aver aumentato l'adattabilità e la forma fisica dei nostri antenati".

Può sembrare strano ma non sarebbe troppo difficile immaginare che il nostro intelletto possa0 essersi sviluppato dopo qualche trip psichedelico, vero? A proposito, sapevi cosa accade al cervello durante un trip?

FONTE: iflscience
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