Le donne invecchiano meglio degli uomini: individuati i geni responsabili

Le donne invecchiano meglio degli uomini: individuati i geni responsabili
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Un nuovo maxi-studio ha rivelato la "ricetta perfetta" per la longevità. Tuttavia, appare molto più complessa di quanto si pensasse e decisamente a vantaggio del sesso femminile!

Come dimostra l'Arabia Saudita che investirà nella ricerca anti-invecchiamento circa 1 miliardo di dollari all'anno, la ricetta per la longevità rappresenta un tema decisamente caro alla scienza moderna. Vediamo infatti un nuovo studio condotto da un team internazionale guidato da Maroun Bou Sleiman del Politecnico federale di Losanna, che ha focalizzato l'attenzione su ben 3.000 topi geneticamente diversi fra loro.

Bisogna innanzitutto sottolineare che l'invecchiamento è un fenomeno correlato a diversi fattori, motivo per il quale il dott. Novelli genetista dell'università di Roma Tor Vergata, ha affermato che: "Gli autori dello studio hanno cercato proprio di identificare quali e quanti geni siano coinvolti in questo processo usando per la prima volta un grande numero di topi non consanguinei tra loro, in modo da valutare il diverso peso genetico".

Dai risultati è emerso che ci sono oltre dieci geni ad influire sull'invecchiamento e di conseguenza anche sulla longevità, con effetti spesso molto differenti in base ad età e sesso. Nello specifico il cromosoma 12 per entrambi i sessi ed il cromosoma 3 per quello femminile, sembrano essere i principali protagonisti. A giocare un ruolo determinante però, ci sarebbero anche fattori ambientali quali agenti chimici (stress o farmaci) e agenti fisici.

Inoltre, osservando e studiando l'espressione dei geni nel fegato, gli esperti hanno scoperto che nelle femmine quelli relativi all'interferone sono particolarmente attivi. Ciò andrebbe a spiegare da una parte la maggior "resistenza" delle donne a varie patologie, poiché tale molecola riveste un ruolo fondamentale dal punto di vista immunitario.

Gli esperti auspicano nello sviluppo di nuovi studi per capire se effettivamente i risultati validi per i topi, lo siano anche per noi esseri umani. Nell'uomo inoltre bisogna tenere in considerazione anche i fattori socioculturali che andrebbero ad incidere sul nostro genoma, con la speranza di ottenere un vaccino anti-invecchiamento.

FONTE: science
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