Le donne sentono più freddo degli uomini? È tutto scritto nella nostra evoluzione

Le donne sentono più freddo degli uomini? È tutto scritto nella nostra evoluzione
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Immaginate di rilassarvi di fronte ad un focolare, accoccolati in una calda coperta a godervi il vostro libro, serie o film preferito. Ora che la stagione invernale è alle porte sarebbe lo scenario ideale per chi mal sopporta il gelo. Un recente studio ha scoperto che femmine e maschi percepiscono il freddo in modo diverso...anche tra gli animali.

Un nuovo studio dell’Università di Tel Aviv afferma che maschi e femmine percepiscano (e sopportino) le temperature in modo differente. Ciò sarebbe causato da una differenza evolutiva, non solo legata alla specie umana ma anche ad altre specie endoterme e correlata ai meccanismi di riproduzione e alla cura della prole.

Un team di ricerca, composto da Eran Levin, Tali Magory Cohen e Haggai Sharon dell’Università di Tel aviv e Yosef Kiat dell'Università di Haifa, ha analizzato la distribuzione di specie di uccelli e pipistrelli nell’area di Israele, associando i dati ad una revisione della letteratura scientifica sulla differenza termica tra maschi e femmine.

In relazione ai pipistrelli, è emerso che durante la stagione riproduttiva, popolazioni maschili e femminili tendono a dividersi, abitando grotte o anfratti a differente temperatura. I maschi prediligono zone più fresche, mentre le femmine scelgono aree più calde per partorire ed allevare i piccoli.

Un fenomeno simile è stato riscontrato in diverse specie di uccelli e mammiferi. I maschi degli uccelli migratori trascorrono l’inverno in zone più fredde rispetto alle femmine, ma ciò avviene al di fuori della stagione riproduttiva, dato che i maschi partecipano alle cure parentali della prole.

Per quanto riguarda i mammiferi, non avviene una vera e propria segregazione, data la tendenza a condividere il territorio. I maschi, però, tendono a prediligere zone all’ombra, mentre le femmine si espongono maggiormente alla luce solare. Comportamento non necessario per coloro che sono resistenti al freddo grazie ad una mutazione genetica.

Lo studio dimostra che il fenomeno non risulta legato solo all’essere umano, ma caratterizza diverse specie di uccelli e mammiferi. In merito alla preferenza delle femmine per ambienti più caldi, Levin ha affermato: “Abbiamo ipotizzato che si tratti di una differenza tra i meccanismi di rilevamento del calore delle femmine e dei maschi, che si sono sviluppati nel corso dell'evoluzione”.

Questa segregazione sessuale, inoltre, riduce le forme di competizione delle risorse nell’ambiente occupato e permette di allontanare i maschi dopo l’accoppiamento, che potrebbero rappresentare un pericolo per i nascituri. In relazione ai mammiferi va aggiunto che, data l’incapacità di termoregolazione della prole nelle prime fasi dopo la nascita, le femmine tendono a scegliere un clima più caldo.

Se analizziamo la specie umana, la differenza termica tra uomini e donne segue le stesse dinamiche evolutive, correlate anche alla differenza ormonale fra i due generi e alle dinamiche di gestazione e accudimento della prole.

La segregazione tra generi è riscontrabile anche da un punto di vista sociale. In un ambiente dove sono presenti diversi esponenti maschili e femminili, “le donne tendono ad avere molto più contatto fisico tra di loro, mentre gli uomini tendono ad evitare il contatto fisico reciproco” concludono Levin e Cohen.

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FONTE: Phys
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