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Le esplosioni di supernova sono tra gli eventi più potenti dell'universo, con un picco di luminosità equivalente alla luce di miliardi di singole stelle. L'esplosione produce anche un'onda d'urto che distrugge quasi tutto sul suo percorso. C'è però un comportamento anomalo: ecco cosa è stato scoperto, con il contributo di una animazione fornita dalla NASA.

Le particelle di polvere interstellare si formano dalle stelle morenti, che perdono materiale e diventano parte di nubi interstellari di varie dimensioni, densità e temperature. Questa polvere cosmica viene quindi distrutta dalle onde generate dall'esplosione, che si propagano nello spazio a più di 10.000 chilometri al secondo.

Le teorie attuali prevedono che quando una supernova esplode in una regione dello spazio, gran parte della polvere verrebbe distrutta, e che quindi dovrebbe "sopravvivere" pochissima polvere interstellare.

Le osservazioni con SOFIA, tuttavia, raccontano una storia diversa: vengono registrate una quantità di polvere pari a circa 10 volte la polvere prevista. Ciò suggerisce che la polvere è molto più abbondante lungo una scia di un'onda "esplosiva" di quanto stimato dalle teorie.SOFIA è un jetliner Boeing 747SP modificato per trasportare un telescopio del diametro di circa 3 metri. È un progetto congiunto della NASA e del German Aerospace Center, DLR.

Le osservazioni condotte tramite SOFIA sono state pubblicate tramite la Royal Astronomical Society: il nuovo studio si basa sulle osservazioni di una vicina esplosione di supernova, chiamata Supernova 1987A. Quando fu scoperto nel 1987, fu una delle supernove più luminose viste in 400 anni e a causa della sua vicinanza, gli astronomi sono stati in grado di monitorare il suo impatto sull'ambiente circostante continuamente negli ultimi 30 anni.

Le osservazioni di SOFIA sulla supernova in questione suggeriscono che la polvere potrebbe effettivamente formarsi sulla scia della potente onda d'urto. Questi risultati aiutano gli astronomi a risolvere il mistero che circonda l'abbondanza di polvere nella nostra galassia.

"Sapevamo già della polvere nel cuore di 1987A", ha detto Mikako Matsuura, docente presso l'Università di Cardiff, nel Regno Unito, e l'autore principale dello studio. "Si è generata dagli elementi pesanti presenti nel nucleo della stella morta. Ma le osservazioni di SOFIA ci dicono qualcosa di nuovo su una popolazione di polveri completamente inaspettata".

Supernova 1987A possiede una serie di anelli distintivi che fanno parte di una cavità creata in una precedente fase "pre-esplosione" dell'evoluzione della stella. L'onda di esplosione in rapida espansione ha attraversato queste strutture ad anello e gli astronomi pensavano che qualsiasi particella di polvere presente in questi anelli sarebbe stata distrutta in seguito al passaggio "distruttivo" dell'onda, ma recenti osservazioni mostrano dati riconducibili ad una crescente presenza di polvere negli anelli. I risultati indicano che le particelle di polvere possono riformarsi o crescere rapidamente, anche dopo il danno catastrofico causato durante il passaggio dell'onda d'urto. Come una fenice.

Queste nuove osservazioni costringono gli astronomi a considerare la possibilità che l'ambiente post-esplosione possa essere favorevole alla formazione, o anzi, alla "riformazione" della polvere immediatamente dopo: un nuovo indizio che può essere cruciale nel risolvere la discrepanza tra i modelli di distruzione della polvere e le osservazioni.

Dai telescopi terrestri sulla Terra, osservare le particelle di polvere cosmica nell'infrarosso è difficile - o impossibile - a causa della forte interferenza dovuta principalmente all'acqua e anidride carbonica presenti nell'atmosfera terrestre. Volando sopra la maggior parte delle "molecole oscuranti", l'osservatorio volante SOFIA fornisce l'accesso a porzioni dello spettro infrarosso non disponibili da terra.

Nel video in copertina alla news, è possibile apprezzare una animazione-concept che illustra l'esplosione di Supernova 1987A e l'onda d'esplosione che attraversa il suo anello esterno distruggendo la maggior parte della sua polvere, prima che la polvere si riformi rapidamente.

In futuro, il telescopio spaziale James Webb della NASA esaminerà questa polvere in ulteriori dettagli, alla ricerca di indizi sulle sue origini e composizione.

Crediti: NASA / SOFIA /

FONTE: nasa
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Dopo una supernova, la polvere interstellare sopravvive: il video animazione della NASA