Dormire è molto importante per associare le emozioni ai nostri ricordi

Dormire è molto importante per associare le emozioni ai nostri ricordi
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Dormire viene spesso percepito come un momento in cui il cervello si “riposa” per prepararsi a una nuova giornata di lavoro, studio e quant’altro. In realtà, però, oltre ai sogni - dalla diversa complessità in base alla fase del sonno in cui ci si trova - il cervello ha alcuni gruppi di neuroni attivi per consolidare i nostri ricordi.

Questo è noto grazie a una ricerca dell'Università del Michigan, condotta nello specifico da un team di esperti guidati dalla professoressa del Dipartimento di Biologia Molecolare, Cellulare e dello Sviluppo Sara Aton, che ha analizzato come si formano e immagazzinano nei topi i ricordi associati a uno specifico evento sensoriale, scoprendo infine che non solo i neuroni attivati ​​da tale stimolo si mantengono più attivi durante il sonno che segue, ma quest’ultimo è oltretutto essenziale per la capacità di collegare le emozioni all'evento sensoriale.

Come spiegato dalla stessa Aton, “Parte di ciò che volevamo capire era se esiste una comunicazione tra le parti del cervello che stanno mediando la memoria della paura e i neuroni specifici che mediano la memoria sensoriale a cui è legata la paura. Vorremmo davvero sapere cosa sta facilitando il processo di creazione di una nuova associazione, come un particolare insieme di neuroni o una particolare fase del sonno. Ma per molto tempo, non c'è stato davvero modo di testarlo sperimentalmente”.

In questa occasione, dunque, i ricercatori hanno creato un test della memoria visiva mostrando ai topi un’immagine neutra, osservando la registrazione da parte dei neuroni per poi cercare di attivarli selettivamente. Per farlo, all’attivazione dei neuroni associavano un lievissimo shock ai loro piedi facendo così associare ai docili animali la visione della fotografia alla paura. Durante la fase di sonno seguente, poi, gli esperti lo interrompevano e rieseguivano il test, scoprendo che i topi non avevano più associata la paura allo stimolo visivo; altri topi il cui sonno non è stato interrotto, invece, avevano associato definitivamente lo stimolo visivo allo shock ai piedi.

Questo è solo un piccolo test che necessita di studi ulteriori, ma se questo rapporto tra il sonno e la memoria di certe emozioni fosse davvero così importante allora potrebbero esserci implicazioni particolari su come trattare ansia e disturbo da stress post-traumatico.

Aton ha poi concluso lo studio affermando: “Per me questo è un indizio che dice che se colleghi la paura a qualche evento molto specifico durante il sonno, l'interruzione del sonno può influenzare questo processo. In assenza di sonno, il cervello sembra gestire l'elaborazione del fatto che tu hai paura, ma potresti non essere in grado di collegarlo a ciò di cui dovresti avere paura”.

Altri studi sul sonno hanno dimostrato che se si dorme in maniera irregolare aumenta il rischio di depressione.

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