Queste specie convivevano con i dinosauri 110 milioni di anni fa in una "valle incantata"

Queste specie convivevano con i dinosauri 110 milioni di anni fa in una 'valle incantata'
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Pensando ad un fossile risalente al Cretaceo, i primi che vengono in mente sono i dinosauri, le creature più imponenti ed incredibili che siano vissute sulla Terra. Ma non sempre i reperti di questo periodo sono associabili agli “antichi lucertoloni”. Stavolta, infatti, sono state portate alla luce due specie risalenti a 110 milioni di anni fa.

Il ritrovamento permette di dare una misura della grande varietà di specie fossili riscontrate nella contea di Sevier, in Arkansas, tra cui è possibile annoverare una grande varietà di dinosauri, mammiferi e pesci.

Lo studio, avviato per catalogare le varie scoperte effettuate nel corso dei decenni, è stato condotto da Celina Suarez, professoressa di geoscienze presso l'University of Arkansas e autrice principale dello studio. L’area esaminata è nota come Holly Creek Formation e dagli anni ’70 ha permesso di portare alla luce migliaia di reperti fossili di dinosauri.

Il recente ritrovamento ha permesso di identificare due nuove specie animali. La prima è uno scinco, appartenente all'omonima famiglia di piccoli sauri, che i ricercatori hanno battezzato Sciroseps pawhuskai. Gli altri reperti appartengono ad una specie ittica, denominata Anomoeodus caddoi.

Per quanto la zona del ritrovamento non sia mai stata considerata terreno fertile per i reperti del Cretaceo, studi recenti hanno mostrato che, al tempo, era un tipico bioma pianeggiante costiero, abitato da una grande varietà di specie d’acqua dolce e terrestri, una sorte di “valle incantata” della biodiversità animale e vegetale.

Tra queste erano presenti svariate specie di rapaci carnivori e dinosauri, sia erbivori che predatori e corazzati. In merito a questi ultimi, uno studio ha ritrovato il pezzo dell'armatura di un anchilosauro. L’area è, inoltre, ricca di reperti di squali, pesci, anfibi e rettili, permettendo lo studio della biodiversità dell’ecosistema.

I ricercatori fanno notare che l’analisi dei reperti permette di ampliare notevolmente la conoscenza della biodiversità animale dell’Arkansas, ma conferma che nel Cretaceo inferiore il Nord America non presentava la grande varietà di specie tipica del Cretaceo superiore.

Le ipotesi sul fenomeno affermano che siano state una serie di concause a determinare questa scarsa varietà del Cretaceo inferiore. Ad influire sulla grande varietà del periodo successivo sono state modifiche orogeniche dovute ai movimenti tettonici, che hanno provocato l’innalzamento di catene montuose ad ovest, in aggiunta ai cambiamenti climatici, che hanno innalzato il livello del mare. Ciò ha provocato un isolamento geografico tra le specie, inducendo una notevole diversificazione evolutiva.

"Quando gli habitat sono frammentati, possono causare cambiamenti evolutivi" ha suggerito Suarez e continuando "Le scoperte del Cretaceo del Nord America possono aiutarci a capire il mondo moderno, in relazione al modo in cui i cambiamenti climatici influenzano l'evoluzione degli animali, che si tratti di estinzione o di origine di nuove specie. Dato che il Cretaceo era un periodo di rapido sconvolgimento climatico, la comprensione di questi periodi di tempo risulta importante per comprendere come reagirà l’ecosistema futuro sottoposto ai cambiamenti climatici".

Nello stesso periodo, i cieli erano dominati dal drago australiano il più grande rettile volante del continente.

FONTE: Phys
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