Cos'è il bucchero? Alla scoperta dell'antica ceramica etrusca

Cos'è il bucchero? Alla scoperta dell'antica ceramica etrusca
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Dopo aver affrontato lo spinoso problema delle origini del popolo etrusco, abbiamo deciso di approfondire l'argomento del bucchero e cioè un particolare tipo di ceramica nera e lucida, utilizzata proprio da questo misterioso popolo italico per la realizzazione dei loro vasi.

Il termine bucchero deriva dal castigliano bucaro, parola con la quale si definivano alcuni vasi provenienti dall'America meridionale fabbricati con una particolare terra odorosa e colorata, che erano poi stati imitati nel Portogallo ed erano divenuti famosi anche in Italia proprio all'epoca del diffondersi degli scavi e delle scoperte delle necropoli etrusche.

Il colore assai particolare dei vasi, praticamente un unicum nel mondo antico, era ottenuto attraverso un particolare processo di cottura. La ceramica, dopo essere stata essiccata all'aria, veniva cotta in forni adatti a produrre un'ambiente fortemente riducente (cioè priva di ossigeno) che innescava una serie di reazioni comiche che provocavano la tipica colorazione nera. Si otteneva infatti, con tale procedimento, la trasformazione dell'ossido ferrico dell'argilla in ossido ferroso.

Tra le forme tipiche del bucchero troviamo l'anfora, l'oinochoe (vaso simile ad una brocca utilizzato per versare vino e acqua), l'olpe (brocca con corpo allungato), skyphos (una profonda coppa con due piccole anse), il calice, il kantharos (una coppa con alte anse verticali) e la kylix (una coppa con piede e corpo espanso e poco profondo).

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