C'è matematica nascosta nelle increspature di sabbia: non ci crederete nemmeno voi

C'è matematica nascosta nelle increspature di sabbia: non ci crederete nemmeno voi
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La natura è sorprendente, forse fin troppo. Osservando i mari possiamo notare gli effetti dell’evoluzione nei microbi che cambiano per mangiare la plastica. Osservando i deserti, invece, possiamo vedere una formula matematica nascosta nelle “megaripples” di sabbia. Che cosa sono e che “magia” si nasconde dietro di esse?

I “megaripples” sono delle onde di sabbia specifiche che si collocano tra le increspature e le dune del deserto, con una lunghezza d’onda tra 30 centimetri e diversi metri. Esse sono presenti sulla Terra in località come Israele, Cina, India, Giordania e Stati Uniti, ma anche su Marte dove le tempeste di sabbia sono estremamente frequenti. Altra caratteristica chiave è la dimensione dei granelli che le compongono, dato che sotto la superficie di elementi grossolani si presenta materiale molto più fine.

Il mix non è mai lo stesso, eppure c’è una sorprendente caratteristica matematica: dividendo il diametro dei grani più grossolani presenti nel mix per il diametro dei grani più piccoli dà sempre un numero approssimabile alla medesima cifra, non solo sulla Terra ma anche su Marte - dato determinato da test di laboratorio con gallerie del vento.

I ricercatori coinvolti nello studio hanno dichiarato: “La nostra raccolta di dati originali e della letteratura stabilisce fermamente l'accuratezza e la solidità della previsione teorica in un'ampia gamma di posizioni geografiche e condizioni ambientali prevalenti. Se potessimo utilizzare le condizioni atmosferiche prevalenti per spiegare l'origine e la migrazione delle onde di sabbia terrestri ed extraterrestri, questo sarebbe un passo importante. Potrebbe quindi essere possibile valutare le strutture di sabbia che stiamo attualmente osservando, ad esempio su Marte o in fossili e luoghi remoti sulla Terra, come archivi complessi di condizioni climatiche passate”.

In futuro questa incredibile scoperta, per quanto banale agli occhi di un osservatore qualunque, potrebbe permettere di classificare varie tipologie di increspature al fine di comprendere i processi di trasporto dei granelli e le influenze delle condizioni atmosferiche non solo sul nostro pianeta, ma anche in altri pianeti ove questo fenomeno si verifica.

Restando sulla nostra cara Terra, ecco qual è il metallo più raro e costoso.

FONTE: Nature
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