C'è un nuovo studio sul mercato delle armi nel deep web

C'è un nuovo studio sul mercato delle armi nel deep web
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Un gruppo di ricercatori dell'Università del Michigan ha condotto un approfondito studio sul mercato nero delle armi sul Deep Web. Sono venute fuori alcune informazioni interessanti, ad esempio il fatto che il grosso degli affari lo generano armi che negli USA sarebbero perfettamente legali, e non rari strumenti di morte di categoria militare.

Infatti la maggior parte delle armi che finiscono nei cataloghi dei rivenditori clandestini —siti come Silk Road 2.0 o il "nostrano" Berlusconi Market— sono oggetti che negli USA sarebbero perfettamente legali. Il 64% delle armi vendute sul deep web sono pistole, e il 17% è rappresentato da fucili semi-automatici. Entrambi possono essere acquistati nei negozi americani in modo assolutamente legale, e senza grosse complicazioni.

Solamente il 4% degli oggetti messi in vendita rientra nella categoria delle armi da guerra, come ad esempio i fucili automatici.

"Quello che trovo estremamente sorprendente —ha spiegato Thomas Holt, professore di diritto penale e co-autore dello studio— è che la maggior parte di quello che abbiamo visto non erano fucili d'assalto o armi con classificazione militare. Abbiamo visto (soprattutto) pistole - il tipo di armi che qualcuno può acquistare legalmente negli Stati Uniti da un qualsiasi rivenditore con licenza. Inoltre i prezzi offerti sono in linea con quelli del mercato legale. La domanda quindi diventa: perché invece (qualcuno preferisce) il Deep Web?"

La risposta che si sono dati i ricercatori, dunque, è che la maggior parte dei clienti sono persone che hanno interesse a bypassare le regolamentazioni locali, ad esempio perché vivono in Paesi dove è difficile se non impossibile possedere un'arma da fuoco legalmente. O, ancora, perché sono criminali che non vogliono finire nei database di possessori di armi creati da alcuni Stati degli USA.

FONTE: IBT
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