E' tutti contro Iliad: i sindacati del settore si scagliano contro la compagnia francese

E' tutti contro Iliad: i sindacati del settore si scagliano contro la compagnia francese
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Sta assumendo contorni quasi assurdi la vicenda Iliad, nel nostro paese, che qualche giorno fa è finita addirittura in Senato a seguito di un'interrogazione parlamentare presentata dal Senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri. Come sottolineato da molti, si sta ripetendo praticamente quanto accaduto nel 2012 in Francia.

Nella serata di ieri, è arrivato un altro tassello che va ad aggiungersi a quelli già esistenti, che avevano provocato l'indignazione degli utenti, soprattutto per il caso Simbox.

I sindacati del settore, nello specifico, hanno sollevato la questione dei posti di lavoro, attraverso una nota firmata da SLC CIGL, Fistel-CISL ed Uilcom Uil, in cui chiedono un incontro urgente con il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, e degli Interni Matteo Salvini. L'obiettivo, secondo gli stessi, è "aprire una istruttoria per verificare le condizioni di lavoro, il rispetto degli impegni che Iliad avrebbe dovuto osservare a seguito dell'autorizzazione delle Authority e delle leggi dello stato in materia di sicurezza pubblica".

Le accuse mosse ad Iliad sono pesantissime: la compagnia di Benedetto Levi viene quasi etichettata come un'azienda virtuale, sebbene abbia a più riprese dimostrato che si tratta di un'operatore a tutti gli effetti infrastrutturato e non virtuale come Ho. Mobile o Kena, e ciò è dimostrato anche dal fatto che la compagnia ha pagato milioni di Euro per le licenze sulle frequenze ed accordi commerciali per l'utilizzo delle apparecchiature.

"Iliad ha una struttura occupazionale di circa 200 dipendenti ed utilizza per la quasi totalità tecnologie e infrastrutture di altri operatori impegnati ad investire in banda ultralarga e servizi innovativi, con strutture di costi non paragonabili ad un’azienda “virtuale” come l’operatore low cost francese, mettendo a rischio la tenuta occupazionale dell’intera filiera delle telecomunicazioni" si legge nella nota.

Molto interessante la parte in cui i sindacati puntano il dito sul fatto che "Iliad ha creato in pochi mesi un indotto di circa 1.500 posti di lavoro in Italia, tra diretti e indiretti. L’azienda sta sviluppando la propria infrastruttura di rete su tutto il territorio nazionale, pertanto non è e non può essere definito come un operatore virtuale. Si distingue, inoltre, da diversi altri operatori, perché fornisce assistenza agli utenti esclusivamente con strutture e personale localizzati in Italia. Infine, iliad ribadisce di essere conforme alla normativa sulla sicurezza e di verificare e convalidare l’identità di ogni acquirente come condizione indispensabile e precedente all’attivazione delle SIM.”

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