Ebbene sì, i vostri gatti sanno come si chiamano (più o meno)

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Una interessante ricerca ha cercato di rispondere alla domanda che ogni padrone di un gatto si è fatto almeno una volta nella sua vita: "ma è saprà come si chiama?".

Le capacità di riconoscere la comunicazione degli uomini nei cani è stata ampiamente documentata, ma per i felini domestici ci sono ancora diversi dubbi. Su Nature ha fatto la sua comparsa un'interessante ricerca che cerca di approfondire proprio la capacità dei gatti domestici di riconoscere il loro nome, distinguendolo dalle altre parole. La ricerca è stata curata dai ricercatori Atsuko Saito, Kazutaka Shinozuka, Yuki Ito e Toshikazu Hasegawa.

Nell'introduzione al loro lavoro, i ricercatori sottolineano che il rapporto tra gatti e umani ha radici meno radicate di quello cane-uomo: la coabitazione è nata 9.500 anni fa. Inoltre è un fatto noto che i gatti domestici abbiano sviluppato una maggiore capacità di comunicare con gli umani, rispetto alle specie non addomesticate come i gatti selvatici africani — la possibilità di miagolare per attirare l'attenzione del padrone, ad esempio. I gatti in natura tenderebbero a miagolare solo nella fase che precede lo svezzamento, quando devono chiedere cibo alla madre. Ma i ricercatori parlano anche della capacità dei gatti domestici di modulare le fusa in modo diverso a seconda di quello che vogliono (cibo o affetto, ad esempio). Insomma, i felini hanno imparato a farsi ascoltare. Ma viceversa? Cosa capiscono i gatti di quello che viene detto loro?

I ricercatori hanno studiato due gruppi di gatti, alcuni domestici, e altri invece presi da strutture come i Neko Caffè giapponesi — ristoranti e bar dove gli avventori possono trovare la compagnia dei piccoli felini.

Cosa è emerso: ebbene, i gatti domestici sono in grado di distinguere il loro nome da altre parole casuali. Tuttavia la capacità si fa meno precisa man mano che vengono emessi suoni con fonetica simile al loro nome. Se il gatto si chiama Fuffi probabilmente reagirà anche alla parola tuffi, per capirci. Il dato interessante è che i gatti comprendono il loro nome anche quando viene pronunciato da un estraneo.

Anche i gatti che vivono in gruppo, come quelli di gattili o Neko Bar, sono in grado di distinguere i nomi, tuttavia reagiscono allo stesso modo anche con quelli degli altri gatti. In altre parole, capiscono che usiamo alcune parole per comunicare con loro, ma poi non sanno associarsi ad un nome specifico.

I ricercatori credono che i gatti abbiano sviluppato la capacità di reagire al loro nome perché lo associano ad una ricompensa, come il cibo o le coccole.

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FONTE: Slashgear
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