L'ecolocazione aiuterà gli ipovedenti a distinguere il mondo

L'ecolocazione aiuterà gli ipovedenti a distinguere il mondo
di

Tutti conosciamo i radar o i sonar, ormai parte integrante della tecnologia moderna, e tipico esempio di reverse engineering naturale. In natura infatti è chiamato biosonar e pipistrelli, delfini, cetacei sono solo alcuni dei mammiferi che utilizzano questo ingegnoso sistema per spostarsi, comunicare e riconoscere i pericoli.

Il termine con cui lo conosciamo si deve all'etologo statunitense Donald Griffin, che per primo nel 1944 riuscì a dimostrarne l'esistenza studiando gli echi percepiti dai pipistrelli per orientarsi nelle buie grotte in cui dimoravano.

Il principio di base su cui si fonda l'ecolocazione è come quello di un sonar: per capire la distanza di un determinato oggetto si calcola il tempo trascorso tra l'emissione del suono da parte dell'animale ed il ritorno degli echi dall'ambiente. In base alla posizione dell'oggetto che li ha generati, gli echi di ritorno arrivano in tempi ed intensità differenti, ed è con queste differenze che si riesce a capire la posizione nello spazio.

Attraverso l'ecolocazione gli utilizzatori sono in grado di determinare non solo la direzione in cui ci si sposta, ma anche dove si muovono altri punti di riferimento, quanto sono grandi ed altre caratteristiche fondamentali.

Lo studio medico di questo sistema di biosonar, che fonda le basi già nei lontani anni 50, si concentra sullo sviluppo di una tecnica di ecolocazione basata sul rimbalzo nell'ambiente circostante di una serie di schiocchi di lingua o altri suoni ad alta frequenza. Attraverso la velocità di ritorno del suono e la distorsione ricevuta, si riesce a percepire la presenza di un oggetto, la distanza e la sua consistenza, proprio come negli animali.

Ulteriori studi su soggetti "ipovedenti ecolocalizzatori" hanno rilevato, tramite risonanza magnetica funzionale, come negli utilizzatori esperti di questa tecnica vengano attivate aree cerebrali della corteccia paraippocampale, cosa che invece non succede nei vedenti o nei non vedenti non ecolocalizzatori.

Tale capacità permette ad alcuni soggetti esperti di andare addirittura in bicicletta o di centrare un canestro con un pallone da basket, poiché l'ecolocazione consente loro di percepire oggetti posti anche a considerevole distanza, cosa impossibile attraverso il tatto.

Eravate a conoscenza di questa tecnica alla "Daredevil"?

Quanto è interessante?
2
L'ecolocazione aiuterà gli ipovedenti a distinguere il mondo