Edmond Halley, l'astronomo che scoprì la cometa più famosa di tutte

Edmond Halley, l'astronomo che scoprì la cometa più famosa di tutte
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Edmond Halley è l'astronomo a cui dobbiamo la scoperta della famosissima cometa che porta il suo nome: la cometa di Halley. Halley è stato un grande scienziato che diede tutto se stesso per la scienza... e non è vissuto abbastanza per osservare i frutti del suo lavoro.

Nato l'8 novembre 1656 a Haggerston, in Inghilterra, la sua famiglia era benestante. A Oxford, intraprese gli studi per diventare astronomo e qui il giovane Halley divenne il protetto di John Flamsteed, il primo Astronomo Reale d'Inghilterra. Con la guida di Flamsteed, il giovane pubblicò i suoi primi articoli nel 1676 mentre era ancora studente universitario.

L'astronomo abbandonò l'Università per andare ad effettuare degli studi sul campo e ricevette finanziamenti nientemeno che dal re Carlo II, dopo essere salpato per l'isola di Sant'Elena al largo della costa dell'Africa occidentale. Qui Halley trascorse un anno catalogando quasi 350 stelle e le loro posizioni nel cielo meridionale.

Durante la sua permanenza, l'astronomo scoprì un ammasso stellare nel Centauro e divenne anche la prima persona a registrare l'intero transito di Mercurio, impresa che segnò profondamente il giovane uomo. Ritornato in Inghilterra, Edmond Halley pubblicò il suo catalogo stellare nel 1678 e consolidò la sua reputazione di astronomo. Il re Carlo II decretò che ad Halley fosse concesso un Master of Arts a Oxford e fu invitato a unirsi alla Royal Society a soli 22 anni.

Piuttosto che rimane in polverosi uffici, l'astronomo decise di girare il mondo. Mentre era in Francia e stava studiano il cielo insieme a Cassini, però, iniziò a osservare una cometa... ma fallì miseramente. Questo perché si sapeva pochissimo su queste rocce spaziali, poiché la maggior parte degli astronomi studiava le stelle.

Così il giovane Halley si decise a scoprire di più sulle comete. Questo è l'inizio della sua eredità più importante, anche se sarebbero passati molti anni prima che potesse apprezzare veramente il suo significato. Gli studi sulla cometa iniziarono partire dal 1695 circa, ma l'astronomo iniziò ad osservare la Grande Cometa - successivamente rinominata come Cometa di Halley - già nel 1682.

Halley calcolò che la cometa studiato nel 1682 era la stessa cometa identificata nel 1305, 1380, 1456, 1531 e 1607. Poi, nel 1705, fece la sua previsione. Halley pubblicò "A Synopsis of the Astronomy of Comets" in cui scrisse: "Molte considerazioni mi inducono a credere che la cometa del 1531 osservata da Apiano fosse la stessa descritta da Keplero e Longomontano nel 1607. Tutti gli elementi concordano. Onde mi azzarderei a predire con fiducia il suo ritorno, precisamente nell'anno 1758".

La cometa apparve come previsto il 25 dicembre 1758 e divenne nota al mondo come tutti la conosciamo oggi. Halley non fu testimone dell'evento, poiché morì il 14 gennaio 1742 a Greenwich, ma la sua eredità continua a vivere ancora oggi. Ogni 76 anni, infatti, è possibile alzare gli occhi in cielo per osservare un evento che ci ricorda sostanzialmente due cose: quanto sia incredibile il cosmo e quanto possa essere lungimirante l'essere umano, che riesce a comprendere - almeno in parte - i meccanismi di un "essere" così indecifrabile come l'Universo.

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