L'"Effetto Mozart" esiste davvero: le sonate del compositore aiutano contro l'epilessia

L''Effetto Mozart' esiste davvero: le sonate del compositore aiutano contro l'epilessia
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Per lungo tempo buona parte della comunità scientifica è rimasta scettica riguardo il cosiddetto “effetto Mozart”, ovvero i benefici che la musica del compositore e musicista austriaco avrebbe contro gli attacchi epilettici. Nuove analisi però hanno dimostrato che ascoltare i suoi brani aiuta davvero a ridurre la frequenza delle crisi epilettiche.

Lo studio è stato condotto dai due ricercatori italiani Dr. Gianluca Sesso e Dr. Federico Sicca dell’Università di Pisa, i quali hanno seguito i metodi standard accettati per l’analisi di ogni trattamento clinico ed esaminato 147 ricerche pubblicate nel corso degli anni, valutandole in base a rilevanza e qualità della ricerca e dividendole in gruppi in base agli effetti della musica di Mozart sull’epilessia.

I risultati della ricerca dimostrano che ascoltare i suoi brani, soprattutto se quotidianamente, porta a una netta riduzione delle crisi epilettiche e a un calo nella frequenza di attività anormali nel cervello di persone che soffrono di epilessia. Nello specifico, la riduzione media varia tra il 31% e il 66%, ma varia da persona a persona in base allo stimolo musicale usato: a quanto pare l’”effetto Mozart” si verifica maggiormente con la Sonata per due pianoforti in re maggiore, K. 448, e la Sonata per pianoforte K545.

Secondo i due dottori italiani, “questa non è la prima recensione di questo tipo sugli effetti della musica di Mozart sull’epilessia, ma c’è stato un flusso di nuove ricerche negli ultimi anni tale da farci fare un passo indietro per guardare il quadro generale. […] L’epilessia è sorprendentemente comune e ha costi sociali e personali significativi, e per lo più viene trattata con farmaci che però non funzionano nel 30% dei casi circa. Per questo dobbiamo essere aperti ad altre terapie, da testare per dimostrare il loro funzionamento”.

Anche la collega Vesta Steibliene della Lithuanian University of Health Sciences ha aggiunto un suo commento: “C’è un interesse crescente per le tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva nel trattamento dei disturbi neuropsichiatrici. Questa revisione ha rivelato che la musica di Mozart potrebbe essere effettivamente un metodo di neurostimolazione efficace e in grado di ridurre la frequenza delle crisi epilettiche, anche in pazienti difficili da trattare”.

Nonostante ciò, per utilizzare la musica di Mozart in ambito clinico serviranno molti altri studi per comprendere meglio quali regioni del cervello ne subiscono gli effetti. Intanto, altri studi recenti hanno confermato che il miele aiuta davvero ad alleviare raffreddori, naso chiuso o mal di gola; o ancora, alcune ricerche hanno scoperto la combinazione perfetta di caffè e pisolini per massimizzare la produttività anche nei turni di notte.

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